Roma, 9 gen. (askanews) – Anche l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, parteciperà all’incontro tra i ceo delle major petrolifere e il presidente Usa, Donald Trump, alla Casa Bianca. Lo si apprende da fonti vicine al dossier.
Alle 14.30 ora locale, 20,30 ora italiana, il presidente Usa vedrà i vertici di 14 compagnie petrolifere, per valutare gli investimenti in Venezuela dopo l’arresto di Maduro. Secondo il presidente, gli investimenti potrebbero essere nell’ordine di circa 100 miliardi di dollari, per riportare la produzione a regime. Attualmente in Venezuela si estraggono circa 900mila, 1 milione di barili, mentre prima che gli impianti fossero progressivamente abbandonati, in seguito alla nazionalizzazione degli anni 2000 e le conseguenti sanzioni, si arrivava a produrre oltre 3 milioni di barili al giorno.
In Venezuela Eni produce gas, interamente destinato all’approvvigionamento del Paese e alla generazione di energia elettrica. Negli ultimi anni, ha recuperato parte dei crediti maturati nei confronti della società statale Pdvsa attraverso la fornitura di carichi di greggio destinati all’esportazione. Tutte le operazioni con il Venezuela si sono sempre svolte in regime di licenze generali e autorizzazioni specifiche, in costante dialogo con le autorità statunitensi.
Da marzo 2025, le autorità statunitensi hanno revocato tutte le licenze o autorizzazioni precedentemente concesse a compagnie petrolifere non statunitensi per il recupero delle somme dovute attraverso il ritiro dei carichi di greggio di Pdvsa. Eni vanta circa 3 miliardi di crediti.
Da allora, Eni si è impegnata in modo trasparente con le autorità statunitensi per identificare opzioni volte a garantire che le forniture di gas, non sanzionate e essenziali per la popolazione, possano essere remunerate da Pdvsa con carichi di greggio destinati all’esportazione.
Eni era anche socia delle jv PetroSucre (26%) e PetroJunin (40%), con concessioni petrolifere offshore e su terraferma. Sono partecipazioni ‘congelate’ (svalutate in bilancio).

