Vengo anch’io! No tu no! - QdS

Vengo anch’io! No tu no!

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Vengo anch’io! No tu no!

Giovanni Pizzo  |
lunedì 08 Agosto 2022 - 17:00

La Russa, il plenipotenziario della Meloni di origini catanesi, gli dice “no tu no”, e insiste su Musumeci. Difficile che alla riunione di oggi esca fuori una soluzione condivisa.

Così cantava Jannacci in una sua classica canzone nonsense. Il nonsense in questo caso ce l’ha Fratelli d’Italia rifiutando di candidare, a pochi giorni ormai dalla presentazione delle liste, il suo uomo più stimato, Raffaele Stancanelli. Di fatto lo candiderebbero tutti, tranne forse Musumeci che ormai è come Calenda, stimato ed apprezzato politico e amministratore, oggi a Bruxelles in un esilio dorato ma voglioso di ritornare.

La Russa, il plenipotenziario della Meloni di origini catanesi, gli dice “no tu no”, e insiste su Musumeci. Difficile che alla riunione di oggi esca fuori una soluzione condivisa. Si è fatto il nome di Minardo come Presidente in queste ore. Ufficialmente ne ha però solo parlato, e non bene, con strane allusioni, un candidato avversario, Cateno De Luca.

C’è anche un problema generazionale in tutto questo. Può la generazione dei Lombardo, Schifani, Miccichè, Cuffaro fidarsi di una persona venticinque anni più giovane di loro? Con codici di linguaggio e di prassi totalmente differenti? Da qui la passione per il coetaneo Stancanelli. Lui finora non ha messo in difficoltà il suo partito, ma vedersi così continuamente rifiutato, e soprattutto scavalcato nell’affetto dei leader del proprio partito da chi si è rifiutato di votare lui e FdI alle Europee è una cosa che non può lasciare indifferenti. E riteniamo che non lo sarà per molto.

Le regionali siciliane continuano ad essere il buco nero del centrodestra, tra veti incrociati e tensioni personali, e più il centrodestra è autosufficiente per disastro altrui, vedasi i casini nel centrosinistra, più si sentono tranquilli nel tirare alle calende greche, nomen omen, le decisioni

Il problema è che venerdì c’è il termine per la presentazione dei simboli, quindi anche quello con il candidato presidente. Quindi siamo entrati ormai da giorni in zona Cesarini, quel particolare momento in cui o si segna a culo o per consumata esperienza. Un paio di persone oggi in area di rigore sono vecchissime volpi, stiamo parlando di Lombardo e Miccichè, e non hanno alcuna voglia di finire in pellicceria.

Così è se vi pare.

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