È quanto prevederebbe il piano di sicurezza nazionale a cui sta lavorando lo Stato Maggiore della Difesa su indicazione del ministro Guido Crosetto
Arruolare nell’esercito fra i 30 e i 40 mila militari in più. Aumentare di oltre un terzo la capacità difensiva italiana e arrivare alla soglia di circa 135 mila soldati, ordinari e non riservisti. Un intervento da operare in un arco temporale tra i cinque e gli otto anni. È quanto prevederebbe il piano di sicurezza nazionale a cui sta lavorando lo Stato Maggiore della Difesa su indicazione del ministro Guido Crosetto. Lo scrive la Stampa.
La pianificazione
Una pianificazione a lungo raggio che, secondo il quotidiano torinese, porterebbe «tra circa dieci anni ad aver colmato il gap che si è creato a causa del disimpegno degli ultimi governi». Tempi lunghi dovuti non solo all’addestramento degli uomini, ma anche alle catene di approvvigionamento da rimettere a regime.
Il vertice
Martedì intanto l’Italia parteciperà al vertice di martedì 11 marzo, annunciato giovedì da Zelensky, convocato tra i cosiddetti “volenterosi”, la coalizione di Paesi che intendono inviare soldati in Ucraina a pace raggiunta. L’Italia, come è stato chiarito venerdì, parteciperà alla riunione, ma non come membro della coalizione, da semplice osservatrice.
Sarà infatti presente a Parigi il capo di stato maggiore della difesa Luciano Portolano, che parteciperà senza un mandato politico. “Va come osservatore, per una presa d’atto. Non rappresenta una svolta del governo italiano”, fanno spiegato fonti di governo.