Investimenti: al via i nuovi Piani individuali di risparmio - QdS

Investimenti: al via i nuovi Piani individuali di risparmio

Serena Giovanna Grasso

Investimenti: al via i nuovi Piani individuali di risparmio

martedì 14 Maggio 2019 - 00:05
Investimenti: al via i nuovi Piani individuali di risparmio

Pubblicato il decreto attuativo. I Pir sono stati creati come forma di investimento a medio termine, per veicolare i risparmi verso le imprese italiane, e in particolare verso le piccole e medie imprese

PALERMO – È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 105 del 7 maggio il decreto attuativo che rende pienamente operativi i nuovi Pir (Piani individuali di risparmio). Il decreto dello scorso 30 aprile, firmato dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, introduce novità legate alle agevolazioni fiscali dedicate a start-up e pmi innovative, anticipate dalla Legge di bilancio 2019.

I Piani individuali di risparmio, introdotti dalle legge di bilancio 2017, sono stati creati come forma di investimento a medio termine, capace di veicolare i risparmi verso le imprese italiane, e in particolare verso le piccole e medie imprese. Ai risparmiatori viene garantita, se il programma viene mantenuto per cinque anni, l’assenza di tassazione.

Le Pmi oggetto dell’investimento arrivano ad avere fino a 250 dipendenti, un fatturato massimo di 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo che non superi i 43 milioni di euro e devono risiedere nel territorio dello Stato o in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

Secondo quanto disposto dall’articolo 2 del decreto attuativo, il 70% del valore complessivo del piano di risparmio a lungo termine deve essere investivo per almeno il 5% in strumenti finanziari, ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione e per almeno un altro 5% in quote o azioni di fondi per il venture capital.

I soggetti presso i quali sono costituiti i Pir devono acquisire dalle Pmi emittenti gli strumenti finanziari detenuti nei piani una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, che attesti che la Pmi in questione non ha ricevuto un ammontare complessivo di risorse finanziarie a titolo di qualsiasi misura di aiuto per il finanziamento del rischio superiore a 15 milioni di euro.

Nella dichiarazione deve risultare che al momento dell’investimento iniziale la Pmi non è quotata, deve aver operato in un mercato da meno di sette anni dalla prima vendita commerciale e deve necessitare di un investimento iniziale per il finanziamento del rischio superiore al 50% del suo fatturato medio annuo registrato negli ultimi cinque anni (il calcolo deve essere effettuato sulla base di un piano aziendale elaborato per il lancio di un nuovo prodotto o l’ingresso in un nuovo mercato).

È possibile effettuare investimenti sulle imprese con più di sette anni di vita quando l’azienda non è stata collegata ad un’altra, a meno che la nuova impresa risultante sia una Pmi. Inoltre, è possibile acquistare quote o azioni di una Pmi non quotata da un investitore precedente solo in combinazione con un apporto di nuovo capitale pari almeno al 50% dell’ammontare complessivo dell’investimento.

Decorsi sei mesi dalla pubblicazione del decreto, il ministero dello Sviluppo economico eseguirà un monitoraggio degli effetti prodotti dalla misura sull’entità della raccolta e sul numero delle negoziazioni, anche al fine di valutare l’opportunità di mettere a punto ulteriori interventi normativi.

Le nuove disposizioni si applicheranno ai Pir costituiti dal primo gennaio 2019, mentre per i Pir costituiti fino al 2018 continuerà invece ad applicarsi la disciplina previgente con la possibilità di adeguamento del portafoglio di investimento alla nuova disciplina.

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