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Viabilità, dall’Etna rail alla metro leggera. Ma sono necessari oltre 3 miliardi di euro

Viabilità, dall’Etna rail alla metro leggera. Ma sono necessari oltre 3 miliardi di euro

Il sindaco ha parlato di un nuovo progetto che connetterebbe il capoluogo etneo con i Comuni dell’hinterland. Per l’immediato si pensa al car pooling

CATANIA – Un progetto datato, a lungo caldeggiato ma rimasto al palo. Un’infrastruttura, ideata per connettere la città di Catania con il suo popoloso hinterland e per ridurre la pressione del traffico in entrata e uscita dalla città, sul quale negli anni è calato il silenzio per le difficoltà di realizzazione. Fino a ieri.

A riprendere la discussione sul mezzo che potrebbe rappresentare un collegamento agile ed ecosostenibile per parte dei Comuni della Città metropolitana è stato il sindaco Enrico Trantino che, nei giorni scorsi, ha affrontato la questione sui social. Evidenziando l’impossibilità di procedere come immaginato inizialmente ma rivelando la volontà comune di trovare una soluzione per snellire la viabilità, ultimamente particolarmente congestionata in centro come in periferia.

“Alcuni hanno sollecitato il recupero del progetto ‘Etna Rail’ che connetterebbe la città con i Comuni dell’hinterland”, scrive il primo cittadino che conferma come si trattasse, in passato, “di una idea progettuale che è risultata inattuabile. È stato così affidato – a seguito di bando – una valutazione preliminare alla progettazione di fattibilità tecnica economica a un gruppo di tecnici, che hanno consegnato una proposta per un sistema di Trasporto rapido di massa da configurare come una Metropolitana leggera”, prosegue. Si tratterebbe di un’opera “totalmente segregata rispetto alla viabilità ordinaria – aggiunge il primo cittadino. L’infrastruttura – continua – sarebbe quasi interamente in viadotto, con alcune brevi tratte a raso e in galleria”.

Costi e fasi del progetto: 23 stazioni e oltre 3 miliardi di investimento

Il programma di realizzazione è suddiviso in quattro fasi, a ognuna delle quali corrisponde uno specifico programma di esercizio, con un totale di 23 stazioni. La parte preliminare sarebbe già stata definita con i sindaci dei Comuni coinvolti, fa sapere il Trantino, ma rimarrebbe lo scoglio di reperire le risorse.

“Il problema è il prosieguo – afferma il sindaco: per la sola progettazione ci vorrebbero 24.335.360 euro. Per la realizzazione dell’opera la stima è di 3.045.186.790 (per evitare fraintendimenti, più di tre miliardi)”.

Tangenziale Ovest, nodo Catania e fondi al Ministero delle Infrastrutture

Tanti altri, infatti, i progetti in campo, alcuni necessari per snellire il traffico lungo la Tangenziale Ovest, sui quali si sofferma il primo cittadino.

“Nel contempo – continua – dobbiamo considerare che al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo contestualmente chiesto più di 500 milioni (attraverso l’interlocuzione con Anas n.d.a.) per la progettazione e realizzazione di una strada che colleghi il casello di Giarre o Acireale all’inizio della Ct-Sr, data l’impossibilità tecnica di costruire la terza corsia della Tangenziale. Oltre a più di 1,2 miliardi per il nodo Catania”, che prevede l’interramento della Stazione centrale e dei binari che attraversano il centro storico, per poter liberazione il water front.

“In tutto questo – sottolinea ancora Trantino – pesa la forte volontà dello stesso Ministero per la realizzazione del Ponte. Ci proveremo in tutti i modi”. L’idea che potrebbe intanto essere percorsa è il car pooling, la condivisione dell’automobile per percorrere tragitti simili.

Traffico a Catania e intelligenza artificiale per limitare l’ingresso in centro

“Contemporaneamente, stiamo studiando sistemi per dissuadere l’ingresso nell’area centrale della città di auto se non a pieno carico (grazie all’intelligenza artificiale) – conclude il primo cittadino – dato l’irrisorio indice di occupazione che pone Catania tra gli ultimi posti in Italia”. Nemmeno due passeggeri ad automobile, in media, troppo pochi per una città stretta nella morsa del traffico.