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Viaggiare in Sicilia, gli stessi siciliani possono salvare il turismo

redazione

Viaggiare in Sicilia, gli stessi siciliani possono salvare il turismo

mercoledì 05 Gennaio 2022 - 02:30

Bene le notti gratis e gli sconti sui trasporti, ma occorre puntare anche su vacanze “interne” e gite scolastiche

Proprio quando sembrava che il virus stesse rallentando la propria corsa, ecco arrivare una nuova variante che ha fatto aumentare i contagi in modo esponenziale, sia nel nostro Paese che nel resto del mondo. Le conseguenze sono state evidenti, con ripercussioni abbastanza immediate sulla vita di tutti i giorni e, ancora una volta, contraccolpi devastanti per il settore turistico.

“È un quadro drammatico – ha affermato Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione italiana Confindustria alberghi – quello che si sta delineando. Le aziende sono lasciate sole ad affrontare e una nuova ondata di cancellazioni che stanno azzerando la stagione invernale e i prossimi mesi anche nelle città d’arte. E dobbiamo ricordare che da luglio di quest’anno per il settore alberghiero, che pure ha continuato a soffrire, come testimoniato sia dei dati dell’Istat che da quelli di Banca d’Italia, non è stato disposto nessun tipo di aiuto”.

“Gli operatori del settore – ha aggiunto – oltre 27.000 aziende, 200.000 lavoratori, sono stati lasciati completamente soli ad affrontare la più grande crisi che l’economia del turismo abbia mai visto. Non si può reggere a questo ulteriore stop dopo due anni di crisi. L’assenza del turismo internazionale pesa come un macigno sui bilanci delle aziende. Chiediamo al governo un tavolo urgente per il settore che definisca una serie di misure di supporto che permettano la sopravvivenza delle aziende nei prossimi mesi”.

Insomma, un dramma nel dramma per chi ha fatto della ricettività la propria attività primaria. Anche in Sicilia i piani dell’assessorato regionale al Turismo sono stati messi sottosopra dall’ennesimo brutto scherzo tirato dal Covid-19. Eppure la strategia di Manlio Messina, titolare della delega all’interno dell’Esecutivo guidato dal presidente Nello Musumeci, continua a non cambiare: puntare tutto su See Sicily, il progetto di promozione e sostegno alla filiera turistica che, all’inizio dello scorso dicembre, è stato scelto alla Bto di Firenze come miglior iniziativa italiana di settore, a livello nazionale, insieme a quella della Regione Lazio.

“Quello che abbiamo messo in atto – ha spiegato l’assessore – è un vero e proprio movimento di flussi turistici nazionali e internazionali solo ed esclusivamente per amore della nostra terra. See Sicily, in questi mesi, ha voluto sostenere l’intero comparto turistico attraverso delle promozioni a favore dei consumatori-turisti. L’iniziativa promozionale finora ha omaggiato una notte ogni tre ai turisti in vacanza sull’Isola. Dei 75 milioni di euro impegnati nelle promozioni già attive, 15 sono stati destinati a sconti sui biglietti. Sconti comunque destinati a chi prenota almeno tre notti in Sicilia e che riceverà anche un servizio turistico a scelta tra escursioni, tour guidati o immersioni; oltre a un ingresso gratuito ai luoghi della cultura”.

Un progetto, quindi, che non vuole farsi intimidire dalle recenti notizie legate alla pandemia. “Fino a maggio 2022 – ha aggiunto Messina – vi saranno sconti sui biglietti aerei per i turisti che sceglieranno la nostra bella Sicilia. Per i voli nazionali ed europei lo sconto è del 50% fino a un massimo di 100 euro, per gli intercontinentali fino a 200 euro. Sulle navi sempre il 50% con massimale di 100 euro. Per ottenere lo sconto bisognerà rivolgersi alle agenzie di viaggio che hanno aderito alla promozione della Regione e che sono elencate nel sito di SeeSicily e accoppiarlo alla prenotazione alberghiera”.

L’obiettivo principale, dunque, è far salire quel numero di pernottamenti che in ogni caso – occorre dirlo – lasciava a desiderare anche prima della pandemia (ricordiamo l’impietoso confronto con la Provincia autonoma di Bolzano, che nel 2019, prima del diffondersi del Coronavirus, ne ha fatti registrare 33 milioni e 684 mila contro i 15 milioni e 114 mila dell’Isola).

Il progetto avviato dall’assessore Messina può certamente dare una grande scossa al comparto, ma per risollevare i numeri anche in questo momento così delicato, fatto di voli cancellati e prenotazioni annullate, è fondamentale puntare ancora una volta sul turismo interno. Spingere i siciliani a scoprire la Sicilia, infatti, può movimentare flussi importanti da Est a Ovest e da Ovest a Est dell’Isola, in un’azione di rinascita che diventerebbe non soltanto economica, ma anche culturale.

In questo contesto, infine, occorre citare anche le gite scolastiche, i cosiddetti viaggi d’istruzione, anch’essi colpiti duramente dalle conseguenze del Coronavirus. In vista della primavera, infatti, sarebbe fondamentale iniziare a valorizzare il concetto di Sicilia come destinazione turistica per le scuole, favorendo meccanismi utili a promuovere viaggi dall’elevato contenuto istruttivo e totalmente sicuri.

Tre gambe – See Sicily, turismo interno e turismo scolastico – che possono rilanciare il comparto ricettivo post pandemia. C’è tutto il tempo per studiare strategie adatte a partire subito e non farsi trovare impreparati quando questo maledetto virus sarà finalmente sconfitto.

Piccoli borghi continuano a crescere: così le vacanze possono diventare slow

Le vacanze lente rappresentano un cambiamento dettato dalla pandemia. Buccheri (Siracusa) e Calascibetta (Enna) le new entry nel gruppo dei più belli d’Italia

Tra le conseguenze che questa odiosa pandemia lascerà c’è probabilmente un modo nuovo di vivere le proprie vacanze, attraverso quello slow tourism di cui ormai da tempo si fa un gran parlare.

Con questo tipo di esperienza si cerca di carpire l’essenza dei luoghi che si visitano, cercando di assaporare nel modo più profondo possibile tradizioni e sapori del posto, entrando in contatto con la comunità locale e valorizzando per quanto possibile le esperienze a basso impatto ambientale. Una condizione in cui si innestano perfettamente i borghi siciliani, per anni dimenticati ma che finalmente sembrano pronti a conquistare il posto che meritano all’interno del panorama turistico regionale e nazionale.

In questo contesto, occorre ricordare la meritevole azione portata avanti dall’associazione dei Borghi più belli d’Italia, capace di rilanciare l’immagine di questi luoghi di grande bellezza, quasi nascosti all’interno del nostro Paese. Un processo in continua evoluzione: basti pensare che nelle scorse settimane l’ultimo Consiglio direttivo del sodalizio, su proposta del Comitato scientifico, ha dato il via libera all’ingresso di nuove realtà all’interno dello scenario nazionale. Tra esse, vi sono due borghi siciliani: Buccheri (Siracusa) e Calascibetta (Enna).

“Con questi nuovi ingressi – hanno sottolineato dai Borghi più belli d’Italia – l’Associazione rafforza la propria presenza sul territorio nazionale raggiungendo i 330 borghi, tutti valutati positivamente dopo il procedimento di certificazione, che conta 72 parametri, a sua volta certificato Iso 9001. Sono ormai circa novecento i comuni che hanno chiesto di essere valutati per essere ammessi nell’associazione”.

“La serietà e la rigidità della selezione – hanno concluso i rappresentanti dell’associazione – è una garanzia nei confronti dei potenziali visitatori italiani e stranieri e un incentivo, anche per coloro che non vengono ammessi, a migliorare il livello qualitativo della vita per i residenti e il sistema di accoglienza e di ospitalità per turisti e visitatori”.

Sulle gite scolastiche atteso a giorni un confronto nazionale

Già avviato un dialogo costruttivo con il ministro Garavaglia

Criticità, necessità di sostegno e proposte di ripartenza del turismo scolastico sono i temi dell’incontro che le associazioni del settore – Aidit, Federturismo Confindustria, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommercio, Maavi Conflavoro, Fto Confcommercio – hanno avuto qualche giorno fa con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

Oltre a ribadire la necessità di attivare indispensabili indennizzi a favore del comparto, le associazioni hanno ricordato che i viaggi d’istruzione assegnati tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 attraverso regolari bandi di gara non si sono mai potuti svolgere. Una situazione che ha fatto precipitare istituti scolastici e agenzie di viaggi in una serie infinita di contenziosi, lasciando le imprese in grave difficoltà finanziaria a causa degli impegni già presi con i fornitori, che in molti casi sono stranieri.

Un incontro importante, utile soprattutto a presentare proposte finalizzate a dare una nuova prospettiva a chi opera in questo settore. Tra i punti discussi, anche la possibilità di estendere il periodo utile per effettuare i viaggi di istruzione nel corso dell’anno, consentendo la loro realizzazione nelle città d’arte italiane già dalla prossima primavera.

Il ministro Garavaglia si è dimostrato sensibile di fronte alle istanze presentate dagli operatori del settore, impegnandosi ad attivare già nelle prossime settimane (e comunque entro gennaio) un tavolo di confronto sul turismo scolastico, coinvolgendo il ministero dell’Istruzione.

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