Aveva ordinato della droga, ma alla consegna del pacco postale si è trovato i finanzieri del Comando Provinciale di Agrigento che lo hanno arrestato. In manette è finito un ragazzo di 28 anni. Sequestrati oltre 11 kg di hashish, destinati ad alimentare le piazze di spaccio agrigentine.
L’hashish nel pacco postale, alla consegna i finanzieri
L’operazione, che si inquadra nell’ambito del dispositivo di controllo economico del territorio e di repressione dei traffici illeciti esercitato su tutta la provincia, è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento che, all’esito di un mirato servizio di analisi delle merci movimentate e in transito, hanno individuato una spedizione sospetta realizzata tramite un pacco postale.
Dopo aver monitorato il viaggio del pesante plico sino alla consegna, i Finanzieri hanno accertato che lo scatolone era, in realtà, pieno di panetti di hashish, per un peso di 10 chili, ordinatamente sigillati all’interno di un involucro di schiuma di poliuretano allo scopo di attenuare il caratteristico odore dello stupefacente.
In casa un “deposito” di droga
L’immediata perquisizione dell’appartamento del destinatario della spedizione ha, inoltre, permesso di rinvenire e sequestrare un vero e proprio “deposito” di droga, completo di strumenti per il confezionamento delle dosi da spacciare. Dalle accurate ricerche sono, infatti, emersi ulteriori 1,23 kg di hashish (per un totale di 11,23 kg), 37,5 grammi di marijuana e 1,75 grammi di cocaina nonché una macchina professionale per il “sottovuoto” con una consistente provvista di sacchettini di plastica e un bilancino elettronico di precisione.
Allo spacciatore sequestrati quasi 1800 euro in contanti
Il 28enne, nei cui confronti sono stati sequestrati anche 1.790 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, è stato tratto in arresto e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, previsto dall’art. 73 del D.P.R. 309/90.
Il G.I.P. del locale Tribunale ha già convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare domiciliare. La responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo a esito di giudizio definitivo, vigendo la presunzione di non colpevolezza ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.
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