A Caltagirone è Cateno De Luca show. Nella cittadina delle ceramiche, dell’architettura barocca e nella quale don Luigi Sturzo pronunciò nel 1919 il famoso discorso per i liberi e forti, il fondatore di Sud chiama Nord ha lanciato una serie di messaggi. Alcuni palesi, ben scanditi dal palco, altri criptici, altri ancora da leggere nelle scelte di vari dettagli che vanno dal simbolo di Ti amo Sicilia, il progetto di centro studi che dovrà sostenere il progetto intergruppo Governo di liberazione, alla scelta di Caltagirone con già ampiamente promosso in grafica e manifesti il motto “Liberi e Forti”. I messaggi ci sono tutti, da decodificare ma ci sono. Uno di questi è quindi in tutta evidenza la connotazione “centro democristiana” con cui annuncia che per lui è impossibile pensare di sostenere una coalizione di centrodestra alle prossime elezioni regionali, in particolare di sostenere Renato Schifani nel caso fosse nuovamente candidato alla Presidenza della Regione.
Segnali in ogni direzione
Altri segni, in verità evidenti, sono quelli legati al numero di pullman e di sale teatro e cinema necessari per i suoi elettori. Una prova di forza ostentata davanti ai suoi ospiti. Non c’é stato alcun annuncio di adesione di alcun deputato. Nessun colpo di scena. Erano però presenti vari esponenti di rilievo delle segreterie regionali di partito, come il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola ed il segretario regionale del Partito Democratico Anthony Barbagallo. Gaetano Galvagno ha partecipato all’evento cui è stato invitato dall’amico e stimato deputato regionale Cateno De Luca ma non in veste di dirigente di Fratelli d’Italia. Poi ancora Marianna Caronia per Noi Moderati, Roberto Di Mauro per l’Mpa, Davide Faraone per Italia Viva e poi ancora Massimo Dell’Utri, Nino Oddo, Nello Di Pasquale e tanti altri per altrettanti schieramenti politici presenti all’Ars. Assenti i deputati della Democrazia Cristiana, quelli di Forza Italia e, fatta eccezione per il presidente dell’Ars in tale veste, quelli di Fratelli d’Italia.
La road map del progetto Cateno De Luca
Cateno De Luca ha giocato una mano importante. Si potrebbe dire d’azzardo, se non fosse che tutto sommato le mani giocate dal fondatore di Sud chiama Nord sono sempre un po’ o molto sopra le righe. Annunciando la road map che prevede il giorno del suo compleanno, il 18 marzo, la presentazione a Palermo della squadra di giovani menti del progetto Ti Amo Sicilia, poi il primo luglio la presentazione dell’intergruppo parlamentare – al quale però devono ancora aderire i deputati da altri gruppi – ed infine ad un anno esatto da oggi la coalizione “per liberare la Sicilia dal pizzo legalizzato”, Cateno De Luca ha avviato la propria campagna elettorale per le prossime regionali e dimostrato all’attuale opposizione che per vincere le prossime elezioni sarà ineludibile l’accordo con lui ed il suo partito. E lo fa affermando di essere pronto a fare un passo indietro per non replicare l’errore della corsa da solista del 2022. Questo ha sostanzialmente detto alla platea in cui sedevano in prima fila Nuccio Di Paola e Giuseppe Antoci, potenziali candidati del campo progressista alla Presidenza della Regione, ma non unici in lizza.
Una ostentazione di forza popolare
Due teatri, dirette video per entrambe le platee, applausi scroscianti e Cateno De Luca in chiave super ospite atteso per la serata finale. Questo il format in cui gli ospiti si sono confrontati sul palco del Politeama di Caltagirone quasi quali scalda pubblico prima dell’arrivo del protagonista. Nulla è scritto e ogni ipotesi è sul tavolo ma ancora da definire. “Io ho aperto un dialogo con tutti”, ci dice Cateno De Luca. “Il problema è: chi vuol cambiare metodo?”. Così il deputato e sindaco che strizza l’occhio all’area democristiana ma anche a quella “grillina” della prima ora oltre che all’area in cui attualmente accresce il proprio consenso l’ex deputato di Sud chiama Nord Ismaele La Vardera. “Noi oggi mettiamo al centro del percorso questo cambio di metodo e vogliamo sfidare anche quelle forze di governo in Sicilia che hanno vinto le elezioni senza un programma”, afferma De Luca annunciando così un manifesto di valori e metodo per una scrittura condivisa del programma elettorale con cui l’eventuale campo largo progressista dovrebbe correre alla prossima competizione regionale siciliana. “Che noi abbiamo un apprezzamento popolare lo dicono anche i sondaggi commissionati da altri, e la fase forse peggiore dal punto di vista della comunicazione politica è quella che io è quella che io ho attraversato – afferma Cateno De Luca – perché è ovvio che le metamorfosi spesso non vengono comprese o vengono interpretate in modo errato; e ci vuole anche tempo”.
Il dopo vicinanza alla Presidenza per De Luca
In sostanza, anche se l’aver “avvicinato” Palazzo d’Orleans ha fatto precipitare il suo consenso e perdere un altro deputato che ha fondato un suo movimento politico con notevole consenso personale, Ismaele La Vardera con il suo Controcorrente, De Luca tiene conto che con quel 10% di patrimonio personale che gli viene attribuito da sondaggio su odierne intenzione di voto è ago della bilancia. Alle prossime elezioni, qualora corresse nuovamente da solo, sarebbe il centrodestra a vincere. Se invece facesse parte dell’area progressista vincerebbe l’attuale opposizione secondo le stime fatte. “Il 10% è un dato importante, mettiamocelo in testa”, dice De Luca precisando: “Non solo per quello che sono gli equilibri regionali ma soprattutto nazionali, perché il nostro 0,9% nazionale è concentrato in Sicilia e per quello che è la logica dei sistemi elettorali che passa comunque da una dimensione regionale per l’assegnazione dei seggi al Senato, una forza politica come la nostra è ovvio che può spostare equilibri nazionali”.
De Luca alternativo a La Vardera?
“Noi siamo mondi diversi, con tutto il rispetto”, dice Cateno De Luca quando gli chiediamo se i colori del simbolo Ti amo Sicilia, che ricordano quelli di Controcorrente, sono una non casualità. “Ismaele La Vardera è un peones – dice De Luca – che sta facendo bene il suo mestiere, io quello che ha fatto lui l’ho fatto quindici anni fa. Quindi, con tutto il rispetto, il paragone non regge. C’é anche una questione che ovviamente, lo dico simpaticamente perché ho vissuto questa fase, quando si è in una fase di eccessiva popolarità si deve stare poi attenti all’effetto rinculo. Che non è altro che il delirio – conclude De Luca – che poi ti travolge e ti porta a fare stronzate, e significa che il grado di popolarità che ha raggiunto rischia poi di venire meno o di fermarsi proprio perché l’effetto rinculo generato dai tuoi stessi errori ti porta poi a quel tipo di risultato”.
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