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VIDEO | Finto cambio contatore della luce, a Palermo marito e moglie aggrediti: “Momenti di terrore”

“Momenti di terrore”. Così ha definito a QdS.it Milvia Averna, giornalista di Palermo, il brutto pomeriggio passato lo scorso 3 febbraio con il marito davanti la loro casa di via Sciuti. L’uomo è stato aggredito da tre ragazzi, presunti incaricati di Enel Energia tramite un’azienda priva, dopo che era intervenuto per difendere la moglie.

Tutto inizia il pomeriggio dello scorso martedì quando la signora Averna viene chiamata dal padre che vive nello stesso palazzo della fglia, il quale le riferiva “che aveva citofonato un signore per dirgli di scendere per cambiare i contatori dell’Enel. Si è rifiutato di farlo e mi ha messo in guardia verso l’eventualità che potesse chiederlo anche a me”, così come viene riportato nella denuncia depositata dall’avvocato Mario Bellavista del Foro di Palermo.

Il finto cambio di contatore, primo incontro e gli insulti

“Quando sono uscita di casa per sbrigare delle cose ho incontrato i tre e gli avevo chiesto se poteva dire a me della sostituzione dei contatori. Uno dei ragazzi è stato un po’ aggressivo dicendo che io e mio padre non avevamo capito nulla. Ho risposto che in realtà non era così, che loro avevano tentato una truffa. Lo invitato a non entrare nel palazzo e di cercarsi un lavoro vero. A quel punto uno dei loro mi ha insultato, io nel frattempo ho fatto un video mentre lo inquadravo, in quanto per deformazione professionale sono abituata a documentare ciò che mi accade”.

La donna se ne va ma pochi minuti dopo viene allertata dalla figlia di 14 anni e nuovamente dal padre di due suoni al citofono lunghi che hanno fatto spaventare la bambina mentre stava studiando. La madre della giornalista decide di rispondere al citofono e una voce maschile le dice urlando: “Sua figlia è una put… e una porca e l’avete educata male”. La figlia dice ai genitori di far finta di niente.

Prima la citofonata, poi il faccia a faccia e l’aggressione a marito e moglie

A distanza di due ore e mezza una nuova lunghissima citofonata, alle 18.30: “Sono uscita di casa, ma inizialmente non vedevo nessuno. Poi ho allungato lo sguardo e vidi i tre all’incrocio tra via Sciuti e viale Lazio. A quel punto con il cellulare in mano pronta a fare video ci sono andata incontro chiedendo a uno dei tre di dirmi come si chiama, mi risponde “C….miei” e si mette faccia a faccia”. A quel punto interviene il marito che stava rientrando da lavoro: “Si è messo in mezzo tra me e il ragazzo intimandolo di smetterla con questo atteggiamento aggressivo, in quel preciso istante gli altri due lo spingo da sinistra e destra, mio marito ha cercato di respingerli ma è stato colpito a pugni al collo e al fianco”.

Truffa del cambio dei contatori, la donna a QdS.it: “Non possiamo rischiare la vita a casa nostra”

Le urla della donna hanno attirato dei passanti che sono intervenuti per fermare i tre. “Ho iniziato avere paura, tre contro uno. Non sapevo se erano armati”. Sul posto dopo pochi minuti sono giunti gli agenti del Commissariato Malaspina che hanno identificato i tre che ne frattempo hanno continuato ad insultare e minacciare me ed i miei familiari “con toni incredibilmente aspri e carichi di odio”.

“Abbiamo vissuto un pomeriggio di terrore, non immaginavo che i tre potessero avere questa reazione ed aggredire mio marito. Non possiamo rischiare queste cose a casa nostra. Abbiamo presentato regolare denuncia con anche le immagini di videosorveglianza”.

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