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VIDEO | Folle corsa clandestina di cavalli a Camporotondo Etneo: 15 denunciati

Follia nel Catanese. Quindici persone, tutte originarie della provincia di Messina, sono state denunciate dalla polizia di Catania per aver organizzato una corsa clandestina di cavalli nel territorio di Camporotondo Etneo e per maltrattamento di animali. L’operazione ha coinvolto la squadra a cavallo, la squadra volanti, le unità di volo con droni e la squadra mobile. Domenica scorsa, alle prime luci dell’alba, si è svolta una competizione tra due fantini al comando di calessi trainati da cavalli, seguiti da numerosi motocicli e autovetture che procedevano a folle corsa.

Tra i denunciati figurano anche due minori, che avevano il compito di incitare i cavalli durante la gara a bordo di uno scooter di grossa cilindrata. Il gruppo aveva scelto la provincia di Catania per disputare la gara in salita, in un luogo isolato e lontano dal Messinese, area di provenienza degli indagati.

Impiegati i droni della questura

I poliziotti hanno impiegato i droni in dotazione alla questura di Catania per evitare di farsi notare dagli organizzatori, che scelgono zone isolate proprio per sfuggire ai controlli e individuare a distanza le volanti. I due piloti, nonostante le forti raffiche di vento, hanno monitorato dall’alto il gruppo di organizzatori e il pubblico, riprendendo tutte le fasi della gara a distanza per identificare i partecipanti. I fantini, circondati da numerosi scooter che suonavano il clacson all’impazzata per sollecitare i cavalli, hanno bloccato l’intera carreggiata e percorso circa due chilometri, in gran parte in salita, scortati da auto e da due grossi furgoni utilizzati per il trasporto degli animali.

Gli equidi erano stati sottoposti a forte stress anche a causa delle energiche frustate. Non appena i piloti dei droni hanno fornito le coordinate, oltre venti poliziotti hanno raggiunto il luogo della gara clandestina. La squadra a cavallo ha bloccato in sicurezza gli animali per evitare fughe che avrebbero potuto determinare incidenti con gravi ripercussioni per i cavalli, mentre gli agenti della squadra volanti e della squadra mobile hanno fermato uno dei fantini e tre persone che circondavano l’uomo, esultando per la vittoria.

Un pizzino con i nomi degli scommettitori 

Gli altri partecipanti alla corsa clandestina sono riusciti inizialmente a fuggire a bordo degli scooter. Alcuni di essi avevano i volti travisati e le targhe dei mezzi coperte, stratagemma utilizzato per non essere riconosciuti dai video fatti spesso – per vanto – dagli stessi partecipanti e pubblicati sui social. Le volanti hanno fermato alcuni fuggitivi poco dopo: due di loro sono stati bloccati a bordo di una moto mentre il passeggero cercava di coprire la targa con la mano e il conducente ha provato a far perdere le proprie tracce, accelerando e inchiodando bruscamente, mettendo in pericolo l’incolumità dei poliziotti. Quest’ultimo aveva con sé quasi 5mila euro in contanti e un “pizzino” con i nomi degli scommettitori; sia il denaro che il pizzino sono stati sottoposti a sequestro in quanto prova dell’organizzazione della gara clandestina.

Bloccati i tentativi di fuga, cavalli affidati a ditta specializzata

Altri tre partecipanti hanno provato a nascondersi nei dintorni, ma il drone della polizia li ha individuati dall’alto assieme all’altro fantino e al secondo cavallo concorrente. Con il drone è stato possibile anche individuare uno dei camion utilizzati per la movimentazione dei cavalli, con a bordo ancora i due trasportatori. I fermati dalle volanti, tra i quali i due fantini, i due trasportatori e altri undici organizzatori, sono stati accompagnati presso gli uffici della squadra a cavallo e denunciati all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali e per aver organizzato una gara clandestina. I cavalli, due purosangue inglesi muniti di microchip, come appurato dal medico del servizio veterinario del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catania, sono stati sottoposti a sequestro e affidati a una ditta specializzata. Sequestrati anche i due calessi e tutte le bardature utilizzate per la gara, con segni riconducibili a due scuderie del Messinese.