Furto all’alba a Palermo: un uomo, dopo essersi arrampicato su un albero è riuscito ad entrare all’interno del ristorante “Molo Sant’Erasmo” nell’omonimo porticciolo che si trova alla fine del Foro Italico. Ha scassinato una porta utilizzando cacciavite o scalpelli ed è entrato riuscendo a rubare un centinaio di soldi presenti come fondo cassa e un cellulare. Poi, si è dileguato. Un’azione veloce quella messa a segno alle sei del mattino da parte del ladro, circa un minuto per portare a conclusione il furto. Sono stati gli stessi ristoratori ad accorgersi del furto una volta arrivati al locale: circa mille euro i danni alla porta. Si tratta dell’ennesimo episodio di effrazione ai danni di un esercizio commerciale del capoluogo cittadino.
“Ogni mattina ormai è un terno al lotto perché non sai se ti hanno aperto il locale o meno – dice a QdS.it il titolare del locale, Saverio Borgia -. Quello che mi dà più fastidio è di essere violato personalmente da persone che agiscono impunite ed a volto scoperto. Non siamo al sicuro, non è la prima volta che subiamo un episodio di furto: c’è poco da fare quando hai l’allarme, il sistema di videosorveglianza. Sto facendo la denuncia alle forze dell’ordine, ma mi chiedo a cosa servirà visto che poi questa gente è sempre libera in giro a fare danni. Denunciare può servire solo a fine assicurativi. Noi ci alziamo ogni mattina e continuiamo a fare il nostro lavoro e onorarlo, non possiamo fare diversamente anche se poi accadono cose che ti fanno cadere le braccia a terra. Non sono casi isolati, ma costanti: noi non siamo i primi e non saremo gli ultimi a subire episodi del genere. Chi sbaglia dovrebbe essere punito”.
Tre tentati furti al ristorante “Carlotta’s”
A fine dicembre un altro ristoratore è stato vittima di tre tentativi di furto al suo locale, il ristorante Carlotta’s in via dell’Artigliere. Anche in quel caso sono stati più i danni alla struttura che la refurtiva sottratta. Il gestore dell’attività Fabio Carlotta aveva manifestato al QdS.it grande demotivazione e paura per quanto aveva subito lui e la sua famiglia, una situazione che lo ha spinto a dormire al ristorante per cercare di evitare nuovi tentativi di effrazione.
Carlotta aveva anche denunciato l’insicurezza della zona, a pochi metri da piazza Vittorio Emanuele: “La sera qui, quando chiudono i negozi, la zona diventa incontrollata. Mancano i pali della luce, l’unico funzionante è coperto dagli alberi che non sono stati tagliati. C’è un problema di illuminazione pubblica: quando spegniamo le luci per chiudere il locale la zona è al buio totale. Siamo abbandonati, qui sembra Beirut – afferma amaramente Carlotta -. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma non basta”.
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