Voleva introdurre illegalmente in Australia oltre 2.500 sigarette, ma la polizia di frontiera australiana l’ha fermata durante un controllo. Nei guai è finita una studentessa svizzera di 24 anni bloccata all’aeroporto di Perth dove era arrivata con un visto studentesco.
Gli agenti dell’Australian Border Force (ABF) hanno scelto la donna per un controllo dei bagagli scoprendo 2.520 sigarette nascoste mentre sulla sua Incoming Passenger Card era dichiarato di trasportarne al massimo 25. Le sigarette sono state sequestrate e il permesso di ingresso in Australia le è stato negato e il visto annullato.
Producevano 4 milioni di sigarette al giorno: smantellata una fabbrica illegale
Il mercato del contrabbando delle sigarette è un fenomeno sempre attivo in tutto il territorio internazionale: a dicembre una vasta operazione contro la produzione illecita di tabacchi lavorati ha portato alla scoperta di un imponente opificio industriale clandestino nel Lazio. Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con il supporto operativo dei colleghi di Roma e Frosinone, hanno smantellato un sistema altamente organizzato per la fabbricazione e lo stoccaggio di sigarette di contrabbando.
L’intervento della Guardia di Finanza di Palermo
L’intervento, coordinato dalla Procura Europea (E.P.P.O.) – sede di Palermo, ha consentito di individuare due siti produttivi: uno a Pomezia, in provincia di Roma, e l’altro a Ferentino, nel Frusinate. Il primo ospitava un vero e proprio stabilimento industriale dotato di macchinari e attrezzature per due linee di produzione su larga scala; il secondo era destinato allo stoccaggio delle materie prime e del prodotto finito.
Secondo le stime della Guardia di Finanza, gli impianti – dal valore complessivo superiore ai 2 milioni di euro – erano in grado di produrre circa 4 milioni di sigarette al giorno. Complessivamente, le strutture occupavano un’area di circa 4.000 metri quadrati.
Video Polizia di frontiera australiana
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