Giornata di dolore e pianto tra Roma, Bologna e Milano: nella Capitale si sono svolti i funerali di Riccardo Minghetti, nella città emiliana di Giovanni Tamburi mentre nel capoluogo lombardo ci sono state le esequie di Achille Barosi e Chiara Costanzo. Invece a Lugano sono stati svolti i funerali di Sofia Prosperi, la vittima più giovane dell’incendio. Sono cinque delle sei vittime della strage di Capodanno in un bar di Crans Montana in Svizzera.
“Quello che è successo è una sciagura immane. Sono stato uno dei maestri di nuoto di Riccardo. Lo conosco da quando aveva 7 anni. Era una persona dolce e sensibile, spesso particolarmente vivace in un contesto come quello di una qualunque didattica che alle volte esige un po’ più di concentrazione”. Questo il ricordo che Ruggero, maestro di nuoto alla Ferratella, affida all’Adnkronos di Riccardo Minghetti 16 anni, una delle vittime della strage in Svizzera.
Strage di Capodanno in Svizzera, Bologna il messaggio di Zuppi per Giovanni Tamburi
“Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio. Credo che lui ne è molto felice, perché ci guarda”. Ha commentato così l’affluenza di persone per il funerale del figlio, la madre di Giovanni Tamburi, Carla Masiello, fuori dalla Cattedrale di San Pietro a Bologna prima della celebrazione. “Sarebbe stato impossibile trovare una foto di Giovanni senza sorriso, perché sorrideva sempre”, ha poi detto la madre del 16enne bolognese tra le vittime nell’incendio a Crans-Montana.
“Ho perso un pezzo di vita, ho perso un pezzo di me stessa. Devo andare avanti per gli altri figli – ha aggiunto -. Penso che il Signore abbia compiuto un miracolo perché non era sfigurato. Quindi, è proprio rimasto un angelo”. “Adesso penso a piangere mio figlio poi io confido che giustizia sia fatta però non riesco ancora a pensare a questo – ha proseguito –. Fa paura il fatto che possano succedere cose simili in qualsiasi paese, ma soprattutto in un paese come la Svizzera, che è così rigido sulle regole”.
Riguardo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, Masiello ha spiegato che “è stata meravigliosa. Mi ha chiamato, si sentiva la partecipazione, mi ha promesso ‘tuo figlio te lo trovo’. Ringrazio anche l’onorevole Lucia Borgonzoni, che mi è stata vicina, il cardinale Zuppi, monsignor Ottani, che da Gerusalemme si è sempre tenuto in contatto, ha celebrato delle messe per Giovanni. E don Stefano Greco, che è il mio padre spirituale ed era il padre spirituale di Giovanni, che ha amato tantissimo Giovanni e l’ha visto crescere”. “Ho una fortissima fede che mi sostiene – ha concluso la madre di Giovanni – Se il Signore l’ha voluto, forse ha voluto preservarlo dai dolori della vita. Non diventerà mai vecchio, non si ammalerà mai e non avrà sofferenza. Il Signore prende a sé a quelli che ha più cari”.
“Dare l’ultimo saluto sembra incredibile, pensando alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava. Ed è così, perché siamo fatti per vivere”. L’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi, impegnato a Roma n Vaticano al Concistoro con il Papa, ha inviato un messaggio in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi.
Rivolgendo un pensiero anche alle altre giovani vittime, ai tanti che porteranno a lungo le ferite, ai familiari, e pure al capotreno ucciso il 5 sera a Bologna ha aggiunto: “Sento l’unica consolazione proprio nella luce tenera del Natale, di quell’Astro del ciel che dall’enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra, accettando la debolezza e il limite umano, la nostra sofferenza, la morte. Natale non è affatto un facile sentimento a poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine, perché così la nostra vita non finisca”.
A Milano l’ultimo saluto ad Achille
“Achille era un ragazzo forte, capace e determinato, di una gentilezza rara”. Così don Alberto Rivolta, vicario parrocchiale responsabile della pastorale Giovanile e dell’oratorio di Sant’Ambrogio, nell’omelia alle esequie di Achille Barosi, il 16enne deceduto nel rogo del bar Le Constellation. “Amava Pasolini e i presepi, che faceva sempre a novembre -ha aggiunto Don Alberto-. Era un ragazzo capace di ascolto di sé e degli altri, di ascoltare anche i rimproveri: una dote rara, oggi, di cui forse tutti dovremmo fare tesoro”. E “nella sua classe -ha ricordato- aveva un ruolo di leader, sensibile per le cose vere della vita”.
“Achille ci insegna come si vive la vita -ha proseguito don Rivolta -, nell’ascolto e in profondità. Attraverso di lui stiamo rimparando a volerci bene. Ora è Dio che si prende cura di lui. Mi rivolgo a te, Achille: accompagnaci, continua a sorridere e a volerci bene. Chiedi per noi il dono della speranza e della consolazione”. Quindi ha concluso citando Giovanni Paolo II: ‘È Gesu che cercate guardando e sognando la felicità -ha detto-. Solo Gesù può riempire il cuore di noi. Solo lui può rendere tutti felici’.
Strazianti le parole dei genitori della giovane vittima: “Sono seduta sul tuo letto e ascolto la nostra canzone, che cantavano a squarciagola mentre andavamo e tornavamo da casa dei tuoi adorati nonni e di tua zia, nonché la tua seconda mamma”. E’ iniziato così il ricordo di Erica, la mamma di Achille Barosi, che al termine della funzione per le esequie del figlio, nella Basilica di Sant’Ambrogio, ha voluto condividere con le persone presenti nella Basilica un pensiero sul figlio, deceduto la notte di Capodanno nel rogo del bar Le Constellation, a Crans Montana.
“Ho avuto il privilegio e la fortuna di essere tua mamma -ha detto -. Sono tanto fiera di te”. Quindi ha aggiunto: “La tua anima è qui con me. Ti ho sempre riconosciuto come un’anima antica, folle come piace a me. Di notte io e papà dormiamo con i tuoi zainetti di quando avevi due anni, io il San Bernardo e papà la mucca”. E ancora: “Hai scelto, per spiccare il volo, il tuo posto del cuore, angelo mio, le tue montagne. D’altronde è il posto terreno più vicino a Dio. Cioccolata (il cane di famiglia, ndr) ti ha fatto un dispetto: ha preso un tuo disegno, lo ha fatto a mille pezzi e lo ha lasciato sotto la tuo scrivania. È il suo modo dispettoso, come te, di salutarti e lasciarti andare”. E ha concluso: “Tu, insieme ai tuoi amici, ci avete insegnato cos’è il coraggio e l’amore. Oltre all’orrore che ho toccato con mano e sentito, ho visto la vostra enorme purezza. Hai solo sedici anni e mezzo, ma eri molto più maturo e capivi tutto. Avevi la fierezza di un vero italiano, sapevi tutto sulla mafia e sul codice penale tanto che non sapevi ancora se fare l’architetto o il giudice”.
Ebbene, “sii fiero del tuo Paese quanto lo sono io. Sei libero, vola amore io, hai delle ali luminosissime e saprò vederti. Mamma tua per sempre”. Al termine dell’intervento, ha preso la parola il papà di Achille, Nicola Barosi: “Voglio dirti due parole – ha detto – e sono certo che mi risponderai come sempre, liquidandomi velocemente. Sono altrettanto convinto che anche oggi, con i nostri occhi e i nostri sguardi, ci saremmo capiti al volo”.
Strage di Capodanno in Svizzera, tanta rabbia della famiglia di Chiara Costanzo
Nella basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano si sono tenuti i funerali di Chiara Costanza. Il padre Andrea, al termine delle esequie, ha parlato ai giornalisti presenti: “La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni”.
“Visto che le nostre istituzioni si sono dimostrate molto serie, sono convinto che la presidente sia con noi. Abbiamo bisogno di sapere che le indagini verranno effettuare con scrupolo, senza cercare di insabbiare nulla ma facendo luce sulla verità e sulle responsabilità. E a quel punto condannando chi ha permesso che i nostri figli entrassero in un posto non idoneo. È una giustizia che dobbiamo a tutti i nostri ragazzi. La devo a Chiara in particolare, perché lei aveva un grandissimo senso di giustizia”.
Rivolgendosi prima delle esequie al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, il padre di Chiara Costanzo ha detto: “Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”.
Nel corso dei funerali ha preso la parola la sorella di Chiara, Elena Costanzo. Queste le sue parole: “Sono così arrabbiata che sei stata portata via dalla vita a sedici anni, non dovevi nemmeno essere lì, dovevi andare da un’altra parte. Eri socievole e amavi stare con le amiche ma anche stare a casa. Non ti abbattevi quando facevi errori e imparavi da essi”, ha detto rivolta alla sorella. “Volevi viaggiare e ti prometto che farò io questi viaggi per te. Sono arrabbiata perché così se ne va una parte del mio cuore. E adesso sento un vuoto. Tutti i miei traguardi li dedicherò a te”.
Ai funerali, durati oltre un’ora e mezza e celebrati, in una basilica gremita dentro e fuori sul sagrato, dal vescovo di Crotone ed ex rettore del Collegio San Carlo di Milano Alberto Torriani, hanno ricordato Chiara Costanzo anche gli zii, una professoressa, l’allenatrice di ginnastica e una compagna.
Giovedì i funerali di Emanuele Galeppini
Domani mattina alle 11.30, si terranno nella parrocchia di Sant’Antonio a Boccadasse i funerali di Emanuele Galeppini, il diciassettenne genovese e giovane talento del golf morto nella strage di Capodanno a Crans-Montana. La famiglia, che inizialmente aveva chiesto di non divulgare né il luogo né l’orario delle esequie, ha poi deciso di renderlo noto, chiedendo però che la funzione si svolga senza la presenza dei giornalisti e che tutti i dispositivi elettronici rimangano fuori dalla chiesa.
Alla cerimonia saranno presenti le massime autorità cittadine, tra cui la sindaca di Genova, Silvia Salis, e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. La funzione sarà celebrata dall’arcivescovo di Genova, Marco Tasca.
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