Roma, 1 apr. (askanews) – Il Circolo Golf Villa d’Este compie cento anni, festeggia e si racconta. Storie che parlano di eccellenza, di unicità, di glamour ed eleganza, ma anche di agonismo al più alto livello, e di lungimiranza. “100 anni non sono solo un anniversario, sono una responsabilità”, le parole del presidente Antonio Munafò.
“Celebrare il centenario non significa soltanto guardare al passato con orgoglio. Significa soprattutto riconoscere il valore di una storia costruita da generazioni di soci, presidenti, dirigenti, sportivi e lavoratori, che hanno reso questo circolo uno dei luoghi più iconici del golf italiano. Il payoff che abbiamo scelto per questo anno speciale – Heritage Made Contemporary – esprime perfettamente lo spirito con cui vogliamo viverlo: custodire la tradizione, ma continuare a renderla viva nel presente e nel futuro”.
Le diciotto buche di Villa d’Este tornano alle origini. Ovvero quando, negli anni Venti, il Lago di Como affascinava aristocratici, attori, sportivi e intellettuali, con molti ospiti anglosassoni che durante la villeggiatura avrebbero volentieri giocato a golf.
Ma il golf non c’era. Con una visione fuori dal comune, ne fu promotore il Grand Hotel Villa d’Este, identificandolo come un grande plus per i suoi ospiti e un driver importante per un turismo di qualità. Mise dunque mano al progetto, individuando i terreni vicino al Lago di Montorfano e realizzando tracciato e club house di sapore britannico e di grande fascino. Iniziò così una bellissima storia di golf e glamour. Separati più tardi nel corso del secolo, proprio in occasione del Centenario il Golf e l’Hotel tornano a camminare insieme, rilanciando la loro proposta nel segno dell’unicità che li contraddistingue entrambi. “Il circolo di golf rappresenta un importante tassello che torna a far parte del Gruppo Villa d’Este dopo molti anni, ne siamo profondamente orgogliosi, è un’eccellenza del nostro territorio e un patrimonio di cui ci sentiamo custodi”, sottolinea Giuseppe Fontana, presidente del consiglio di amministrazione di Villa d’Este SpA. “Con il suo rientro nella sfera proprietaria di Villa d’Este, il Golf vive oggi una nuova stagione di splendore: un patrimonio da valorizzare e rilanciare, con una particolare attenzione alle nuove generazioni che desiderano avvicinarsi a questo sport e al suo lifestyle”.
Un bosco in gioco. Campione e architetto inglese, autore di parecchi capolavori in ogni parte d’Europa, fu James Peter Gannon a firmare le diciotto buche di Villa d’Este, capace come pochi altri di creare campi che sembrano da sempre appartenere alla natura. Qui si gioca sui dolci pendii di Montorfano, dove i fairway vallonati sono inghiottiti da un fitto bosco di pini, castagni e betulle che entrano prepotentemente in gioco. Che impongono strategia e colpi ben piazzati, che rendono difficili i recuperi ma unica e imponente la scena. A Villa d’Este occorre qualche colpo di potenza, ma soprattutto servono tecnica, precisione e fantasia, doti mai superate dai materiali più avanzati. Un gioiello d’impronta britannica destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia.
Vocazione internazionale e agonistica. Erano internazionali le frequentazioni del Grand Hotel Villa d’Este, lo divennero anche quelle del golf, dove si potevano incontrare il Duca di Windsor o Re Leopoldo del Belgio, Bing Crosby e Gregory Peck. E internazionale fu da subito la vocazione delle diciotto buche. Così sfidanti da alzare l’asticella al massimo livello professionistico e amatoriale. Solo due anni dopo l’apertura arrivarono i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia (1928), la prima di 12 edizioni. E più tardi l’invito fu per i migliori amateur continentali, chiamati a giocare gli Internazionali d’Italia (57 le edizioni maschili e 42 quelle femminili). La sfida si era posizionata ad altissimo livello e in questo clima agonistico nacque anche la Targa d’Oro, gara nazionale che conta il numero record di 80 edizioni. Per celebrare. Così, nel ricco menu del Centenario, sarà celebrata l’impareggiabile storia agonistica del Club, con il ritorno degli Internazionali d’Italia (23-26 aprile) e con la Targa d’Oro (23-25 maggio), la gara nazionale più longeva d’Italia. La Pro Am del Centenario (8 giugno) metterà in campo professionisti e dilettanti insieme con una formula molto apprezzata. Ma il momento più alto in termini di golf ai massimi livelli sarà la Legends’ Exhibition (29 giugno), con in campo quattro straordinari campioni, artefici delle pagine più belle della Ryder Cup moderna: Luke Donald, il capitano vincitore da una parte e dall’altra dell’Oceano, con i suoi vice capitani Josè Maria Olazabal, Edoardo e Francesco Molinari. Sarà un match tra di loro, ma saranno in campo anche altri altri giocatori del tour europeo. Non mancherà un richiamo al passato quando (13-14 maggio) The Hickory Masters proporrà un salto indietro nel tempo, un ritorno alle origini del golf con dress code d’altri tempi e bastoni d’epoca in sacca. Non ultima, la grande Festa del Centenario (20-21 giugno) riservata ai soci e a tutti coloro che al circolo appartengono e che raccolgono il testimone del rilancio verso il futuro; due giorni intensi tra gioco, musica e convivialità.

