ViniMilo tra Etna, enoturismo, effetto Unesco e tutela del paesaggio - QdS

ViniMilo tra Etna, enoturismo, effetto Unesco e tutela del paesaggio

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ViniMilo tra Etna, enoturismo, effetto Unesco e tutela del paesaggio

giovedì 29 Agosto 2019 - 17:27
ViniMilo tra Etna, enoturismo, effetto Unesco e tutela del paesaggio

Questi i temi al centro di due convegni nell'ambito della trentanovesima edizione della Rassegna. Di scena gli spumanti del vulcano. L'assessore regionale Messina, "Utile confronto per sviluppare nuovi progetti per il territorio"

Il mondo della ricerca, le associazioni fra cantine, imprese ricettive e ristoratori, le amministrazioni, la testimonianza di produttori vitivinicoli e tour operator, il contributo di operatori dal Trentino e dalla Toscana.

Anche quest’anno ViniMilo, tramite il sindaco Alfio Cosentino, ha riunito intorno a un tavolo, in due incontri aperti al pubblico e molto partecipati, gli attori istituzionali e privati – gli stakeholders, i portatori di interesse – per parlare di enoturismo e sviluppo sostenibile dell’Etna, sito che, ha spiegato l’ing. Agata Puglisi (Parco dell’Etna, presente anche con il dirigente vulcanologo Salvo Caffo), “con l’ingresso nella Heritage List dell’Unesco (2013) nel giro di tre anni ha visto aumentare i flussi turistici del 49% (148.536 arrivi nel 2016, mentre nel triennio precedente 2011-2013 era in flessione -16%: 82.946 nel 2013).

Il profilo del turista-tipo che va sull’Etna è quello di uno sportivo (anche cicloturista), amante della natura e del trekking, delle escursioni (sentieri e percorso ai crateri sommitali) e delle attività all’aria aperta in montagna”. Sono circa 14 milioni, ogni anno in Italia, i viaggiatori dell’enoturismo: “Un vero patrimonio – sottolinea Paolo Corbini dell’associazione “Città del vino” – sia perché attraverso il vino si racconta un territorio, sia perché si tratta di turisti con alta capacità di spesa e che si muovono fuori stagione, consentendo alle aziende di destagionalizzare l’attività”.

Claudio Galletti, sindaco di Castiglione d’Orcia (con altri quattro comuni nell’Unesco dal 2004) e presidente delle Strade del vino della Val d’Orcia, ha ricordato come negli anni Settanta quest’area del senese, fosse degradata, vittima dello spopolamento a favore delle città.

“È stato grazie agli investimenti di imprenditori che hanno puntato sui vitigni locali (sangiovese e trebbiano) che la rotta si è invertita e tutto il comprensorio è diventato attrattivo anche dagli stranieri”. Gina Russo, presidente delle Strade del Vino dell’Etna, associazione fra cantine, produttori agroalimentari, ristoratori e piccoli albergatori, che nei mesi scorsi ha attivato una app per segnalare le orribili microdiscariche nel Parco, ha illustrato “Crossing Etna”: “Un progetto di comunicazione che coinvolge tour operator e stampa italiana e straniera per conoscere da vicino l’offerta dell’Etna e delle imprese del suo territorio dove, in collaborazione con la Fce, organizziamo anche tour a bordo dei treni storici, da Riposto a Randazzo con varie tappe e visite nelle cantine”.

In fase conclusiva, invece, da parte del Gal Etna Alcantara, il progetto comunitario Emblematic.

Spiega Martina Indelicato: “Abbiamo realizzato un ecoitinerario, “Il sentiero delle ginestre e delle vigne” che va da Nicolosi a Castiglione, e include varie tappe naturalistiche ed enogastronomiche. Lo presenteremo in autunno a Creta, insieme agli altri partner europei, fra cui l’Università di Barcellona”.

Francesco Antoniolli (Strade del vino Trentine), ha raccontato come sono riusciti ad aggregare piccoli borghi, cooperative e singoli produttori riunendo tutti gli eventi e l’offerta sotto l’egida dei Viaggi del Gusto.

Dal canto suo il Dipartimento di Economia dell’Università di Catania sta monitorando le aziende dell’Etna in chiave di sostenibilità ambientale. Spiega la prof. Agata Matarazzo: “E’ fondamentale per un’immagine solidale e credibile, costruire un business sano nel tempo, accedere a nuovi capitali e nuovi mercati, ridurre costi, rifiuti, rischi ambientali e tutelare le risorse paesaggistiche e culturali”.

Plauso a ViniMilo dall’Assessore Regionale al Turismo, Manlio Messina, che al termine dei vari interventi, moderati nei due incontri dai giornalisti Turi Caggegi e Carmen Greco, ha detto: “ViniMilo è certamente una manifestazione che promuove il nostro territorio, in particolare la zona etnea con tutti i suoi prodotti, proprio a partire dalla viticoltura e dalla produzione di vini che negli ultimi anni ha fatto registrare una positiva esplosione di interesse”.

“I numerosi incontri – ha aggiunto Messina – tra i vari protagonisti della filiera vitivinicola, con degustazioni di vini e prodotti locali, diventano non solo momenti di ulteriore arricchimento professionale tra esperti, ma anche possibilità di confronto per sviluppare progetti che possono permettere di raggiungere nuovi obiettivi per lo sviluppo di un territorio che con il riconoscimento Unesco negli ultimi tre anni ha aumentato i flussi turistici”.

Oggi a Milo focus sulle “Bollicine dell’Etna” con una relazione dell’enologo Piero Di Giovanni (presidente dell’Enoteca Regionale Sicilia Orientale) che, sulla base di dati Irvo (Istituto Regionale Vite e Olivo) ha potuto documentare una crescita a tre zeri del comparto nel giro di appena 6 anni: le 4.000 bottiglie di Spumante Bianco Etna DOC del 2012 sono diventate nel 2018 ben oltre 83.000.

A seguire, sold out con 60 iscritti, degustazione di spumanti delle aziende Murgo (Santa Venerina), Destro (Randazzo), La Gelsomina/Orestiadi (Presa d Mascali).

In serata “Bollicine dell’Etna” (ore 20.30, Case del Merlo): cena degustazione con 10 spumanti coltivati sul vulcano e prodotti dalle aziende Benanti, Antichi Vinai, Cantine Russo, Cantine di Nessuno Cantine Nicosia, Firriato, Murgo, Tenute Orestiadi, Terrazze dell’Etna e Tornatore.

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