Milano, 22 apr. (askanews) – Banfi ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 nella ‘Giornata Mondiale della Terra’, portando all’undicesima edizione la rendicontazione ambientale, sociale ed economica del gruppo vitivinicolo di Montalcino (Siena). Il documento chiude un anno di transizione e consolidamento dopo la revisione della governance avviata nel 2024 e collega il percorso di sostenibilità al nuovo Piano Strategico aziendale, costruito con un orizzonte al 2030.
Il Bilancio riguarda Banfi Società Agricola Srl e Banfi Srl, copre il periodo compreso tra gennaio e dicembre 2025, ed è stato pubblicato il 22 aprile. Il nuovo Business Plan prosegue il percorso del quinquennio 2020-2025 e introduce il concetto di ‘(Dis)Continuity’, usato dall’azienda per descrivere una strategia che tiene insieme continuità identitaria e adattamento alle trasformazioni del mercato.
‘Banfi rafforza il proprio posizionamento con una strategia di lungo periodo basata su identità e sostenibilità, puntando sull’equilibrio tra tradizione e innovazione per affrontare le sfide future e guardando con fiducia all’evoluzione del settore, ribadendo il valore del vino come espressione del territorio e prodotto capace di rinnovarsi nel tempo’, ha dichiarato Cristina Mariani-May, proprietaria e Ad di Banfi. La fotografia economica e produttiva descrive un gruppo articolato tra vino, agricoltura e ospitalità. Banfi coltiva 1.046 ettari a vigneto e 452 ettari con colture diverse dalla vite, conta 47 anni di storia, produce in media 9 milioni di bottiglie nell’ultimo triennio e distribuisce i propri vini in 100 Paesi. Il fatturato totale aggregato indicato nel Bilancio è pari a 60,7 milioni di euro, con un valore distribuito del 94% nell’ultimo triennio e 347 dipendenti medi.
Il settore vino registra 52,7 milioni di euro di fatturato, 1.407 fornitori complessivi, 6,8 milioni di litri vinificati e 9,1 milioni di bottiglie da 0,75 litri. Nel 2025 il personale aziendale ha svolto 15.223 ore di vendemmia. Il comparto hospitality, centrato su Castello Banfi, registra 6 milioni di euro di fatturato, 308 fornitori, 14.565 pasti serviti, 2.363 notti vendute e clienti dell’hotel provenienti da 50 Paesi. Il peso dei mercati internazionali emerge dalla distribuzione geografica del fatturato vino. L’Italia rappresenta il 43%, il Nord America il 38%, l’Europa l’11%, l’Asia il 4% e il Sud America il 4%. La rete commerciale comprende 86 agenti di vendita e conserva rapporti di lunga durata: 20 collaborano con Banfi da oltre vent’anni e 8 da oltre trent’anni.
Anche la filiera locale ha un peso rilevante nella spesa aziendale. Nel 2025 Banfi Società Agricola Srl ha lavorato con 184 fornitori locali, pari al 34,2% del numero totale, per una spesa di 3,5 milioni di euro su 18,2 milioni complessivi. Banfi Srl ha registrato 331 fornitori locali, pari al 28,1% del totale, con 6,5 milioni di euro di spesa locale su 25 milioni complessivi. Nel comparto hospitality i fornitori locali sono stati 107, pari al 34,7% del totale, con una spesa di 0,9 milioni di euro su 1,2 milioni complessivi.
Sul piano produttivo, Banfi Società Agricola Srl ha raccolto 69.324 quintali di uva. Il quadro varietale è guidato dal Sangiovese, pari al 37%, seguito da Pinot Grigio al 19%, Vermentino al 9%, Chardonnay e Cabernet Sauvignon all’8%, Sauvignon e Merlot al 4% e altre varietà all’11%. Banfi Srl ha raccolto 3.271 quintali di uva, con il Cortese al 75%, il Sauvignon e lo Chardonnay all’8% e altre varietà al 9%.
La presenza aziendale si sviluppa tra Toscana e Piemonte. Nel territorio di Montalcino Banfi conta 812 ettari di vigneti, 91 ettari di susini, 5 di ciliegi, 40 di oliveti, 19 di rimboschimento, 4 di sughere e 290 di seminativi. La mappa delle attività comprende anche Castel del Piano (Grosseto), Campiglia Marittima (Livorno), Piombino (Livorno), Castagneto Carducci (Livorno), Castellina in Chianti (Siena), Cerreto Guidi (Firenze), Novi Ligure (Alessandria) e Strevi (Alessandria).
Il percorso delle certificazioni resta uno dei capitoli centrali del Bilancio. Nel 2025 Banfi ha proseguito il lavoro su Equalitas, con la riconferma dell’intera famiglia dei Brunello di Montalcino firmati dall’azienda e l’ingresso, per la prima volta, del ‘Brunello di Montalcino Castello Banfi 2021’ tra i prodotti certificati. Il sistema aziendale comprende inoltre la certificazione Equalitas di organizzazione, la ISO 45001 per la salute e sicurezza sul lavoro, la ISO 14001 per la gestione ambientale nel comparto cantina di Banfi Società Agricola Srl, la ISO 9001 per la qualità, le certificazioni AEOF e AEOS legate alla gestione doganale e alla commercializzazione, e gli standard IFS e BRC per la sicurezza alimentare. Nel triennio 2022-2024 Banfi ha sottoposto il proprio impegno ESG alla valutazione di Cerved Rating Agency, ottenendo nel 2024 un rating BBB, corrispondente a una fascia di performance alta.
La parte ambientale entra nel dettaglio della gestione del territorio, dell’acqua e dei consumi. Negli anni Banfi ha realizzato oltre 150 chilometri di fossi di regimazione delle acque, 80 chilometri di drenaggi sotterranei, 10 km di muretti a secco o terrapieni di contenimento e l’inerbimento programmato delle vigne. La Cantina collabora con l’Università di Siena per il calcolo della carbon footprint e della water footprint aziendale attraverso una metodologia LCA ‘from cradle to gate’, applicata al settore vinicolo, alla produzione di prugne essiccate e ai servizi di hospitality.
Nel 2022 Banfi ha calcolato anche gli assorbimenti di CO2 delle superfici vegetate di proprietà, stimando 10.087 tonnellate di CO2 equivalente per Banfi Società Agricola Srl e 149 tonnellate di CO2 equivalente per Banfi Srl. I dati 2024 hanno registrato un incremento degli impatti in Banfi Società Agricola Srl, legato soprattutto all’aumento dei consumi di acqua ed energia elettrica per il settore vino e di GPL per l’essiccazione delle prugne. Banfi Srl ha invece ridotto gli impatti per entrambi gli indicatori, in particolare per la diminuzione delle quantità di uva, vino e mosto acquistato.
La difesa delle colture si appoggia anche su strumenti di monitoraggio agronomico. Banfi utilizza 12 stazioni meteo, 8 nel territorio di Montalcino e 4 negli altri territori, per seguire le condizioni climatiche e alimentare modelli previsionali sulle malattie fungine. Il sistema consente interventi più mirati in vigneto e si affianca agli investimenti in agricoltura 4.0.
La gestione dei rifiuti mostra un ricorso significativo al recupero. Nel 2025 Banfi Società Agricola Srl ha prodotto 761,6 tonnellate di rifiuti, di cui 749,7 non pericolosi e 11,9 pericolosi; i rifiuti non pericolosi avviati a recupero sono stati 714,7 tonnellate. Banfi Srl ha prodotto 80,8 tonnellate di rifiuti, di cui 80,1 non pericolosi e 0,7 pericolosi. Il processo di vinificazione genera inoltre sottoprodotti come raspi, vinacce e fecce, ceduti alle distillerie per la produzione di grappa, alcool, liquori e bevande spiritose. Da 100 quintali di feccia si possono estrarre circa 2 quintali di acido tartarico e 8 quintali di spiriti, mentre da 100 quintali di vinaccia in ingresso residuano circa 80 quintali di vinaccia disalcolata destinata alla produzione di energia.
Il capitolo dedicato alle persone segnala movimenti distinti nelle due società. Banfi Società Agricola Srl ha registrato 8 nuove assunzioni, 6 nel settore agricoltura e 2 nel settore cantina, con età media di 25 anni; due neoassunti sono donne. Le cessazioni sono state 10, di cui 7 per dimissione e 3 per pensionamento. Banfi Srl ha registrato 24 nuove assunzioni, 21 delle quali nel settore hospitality, con età media di 31,5 anni; metà delle assunzioni riguarda personale femminile. Le cessazioni sono state 16, di cui 2 legate a un cambio di contratto in corso d’anno. L’incremento retributivo medio registrato nel 2025 sull’intero personale aziendale è pari al 18%, dopo il 21,4% del 2023 e il 19,3% del 2024. Il turnover è pari al 4,7% in Banfi Società Agricola Srl e all’11,8% in Banfi Srl. La presenza femminile in Banfi Società Agricola Srl passa dal 21,3% del 2024 al 21,1% del 2025, in un settore agricolo in cui la rendicontazione segnala difficoltà di reperimento e mantenimento del personale femminile. In Banfi Srl la presenza femminile cresce invece dal 48,4% al 49,9%. Da segnalare l’accordo sperimentale per la riduzione dell’orario di lavoro degli operai con contratto agricolo e di commercio, monitorato attraverso un Comitato di Valutazione.
Sul fronte della sicurezza, nel 2025 diminuisce il numero di infortuni in entrambe le società. La durata media aumenta per effetto di un infortunio proseguito anche nel 2026. La formazione registra un calo complessivo delle ore in entrambe le società, ma crescono le ore dedicate al personale femminile e aumentano gli interventi per impiegati e dirigenti, con corsi di aggiornamento professionale, temi ambientali e cyber security.
Il complesso di Castello Banfi sorge in un’area agricola di interesse storico e ambientale di circa tre ettari e comprende il Castello di Poggio alle Mura, l’hotel ‘Il Borgo’, i ristoranti ‘La Taverna’ e ‘La Sala dei Grappoli’, l’enoteca e la balsameria. L’hotel ‘Il Borgo’, parte di Relais e Chateaux dal 2019, dispone di 14 unità abitative tra camere e suite, piscina riscaldata, pool bar e palestra. Il ristorante ‘La Sala dei Grappoli’ ha 1 Stella Michelin dal 2020, mentre l’hotel ha ottenuto nel 2024 1 Chiave Michelin. La struttura impiega oltre 70 persone tra accoglienza, ristorazione e servizi turistici.
Accanto al vino, Banfi sviluppa altre produzioni agricole nel territorio di Montalcino. La più rilevante è quella delle prugne destinate all’essiccazione, comparto nel quale l’azienda dichiara una posizione di leadership sul mercato italiano. Nel 2025 la produzione agricola non vitivinicola comprende 6.497 quintali di prugne fresche, 2.045 quintali di prugne essiccate, 480 quintali di orzo e 5 quintali di miele. La coltivazione di olive e quella di grano duro Senatore Cappelli, non prodotto nell’anno, completano il quadro delle attività agricole legate ai prodotti a marchio Banfi.

