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Vino, Cavit: bilancio 2024/2025 chiuso con 242,8 mln fatturato, -4%

Vino, Cavit: bilancio 2024/2025 chiuso con 242,8 mln fatturato, -4%

Patrimonio oltre 123 mln, export al 75% e dismissione Casa Girelli

Milano, 26 nov. (askanews) – L’Assemblea dei soci del Gruppo Cavit, riunita a Trento il 26 novembre, ha approvato il bilancio 2024/2025 che registra un fatturato consolidato pari a 242,8 milioni di euro e un patrimonio netto che supera i 123 milioni. I dati confermano la solidità economica del Gruppo in un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitiche, politiche protezionistiche e contrazione dei consumi nei principali mercati. La chiusura dell’esercizio coincide con la definizione di un percorso di riorganizzazione che ha portato alla completa dismissione di Casa Girelli, operazione destinata a migliorare l’efficienza complessiva e a concentrare gli investimenti sulle attività a maggiore valore.

La variazione del fatturato rispetto all’anno precedente, pari a -4,1%, è attribuita all’uscita definitiva dal perimetro di consolidamento di Casa Girelli, realtà attiva nel settore delle private label per l’export, acquisita nel 2019. Il confronto con l’esercizio 2019/2020, periodo antecedente alle operazioni di acquisizione e agli effetti della pandemia, indica invece una crescita media annua del 3%, dato che testimonia la progressione organica del Gruppo nel quinquennio. Il patrimonio consolidato oltre i 123 milioni conferma un rafforzamento costante, necessario per sostenere la programmazione strategica e le iniziative industriali dei prossimi anni.

Elemento centrale del bilancio cooperativo resta la remunerazione dei soci. Il liquidato riconosciuto ai conferenti è risultato coerente con gli obiettivi degli scorsi esercizi, confermando la stabilità del modello cooperativo anche in un anno caratterizzato da dinamiche di mercato complesse. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in questo bilancio, che ha permesso al nostro Consorzio di generare un buon reddito e una remunerazione soddisfacente per i nostri Soci, nonostante le difficoltà strutturali del mercato globale” ha affermato Lorenzo Libera, presidente del Gruppo Cavit, spiegando che “la coesione del nostro modello cooperativo si conferma l’asset più prezioso: undici cantine cooperative unite da valori condivisi e dall’obiettivo comune di tutelare il reddito di oltre 5.250 soci viticoltori. Il rafforzamento patrimoniale oltre i 123 milioni di euro dimostra che stiamo costruendo solidità e capacità di investimento per la costruzione di ulteriore valore per le generazioni future”.

L’export rappresenta il 75% del fatturato consolidato e rimane il perno della strategia commerciale del Gruppo. In Nord America Cavit mantiene la leadership nel segmento Pinot Grigio negli Stati Uniti, mercato principale seppure appesantito dai dazi, affrontati con politiche di prezzo flessibili e iniziative congiunte con importatori e distributori. In Europa Germania e Olanda conservano un ruolo centrale, mentre nel Regno Unito proseguono le buone performance del canale horeca. Nei mercati asiatici il Gruppo segnala una crescita dell’interesse verso la spumantistica, soprattutto in Corea del Sud e Giappone, mentre in Cina sono state avviate collaborazioni con due compagnie aeree nazionali per la presenza dei vini Cavit a bordo.

In Italia continua il rafforzamento nella grande distribuzione, trainato dalle linee Mastri Vernacoli, mentre nell’horeca la presenza qualificata è garantita dalle gamme Trentini e Bottega Vinai. La spumantistica si conferma un asse strategico di sviluppo: Altemasi, Cesarini Sforza e Kessler Sekt registrano risultati positivi e sono al centro di un piano di investimenti in cui l’ampliamento della Cantina Altemasi, dedicata al Metodo Classico Trentodoc, rappresenta il progetto più rilevante. L’intervento, che incrementerà capacità produttiva e spazi di affinamento, si concluderà nel biennio 2028-2029.

Sul fronte dell’innovazione il Gruppo prosegue nello sviluppo della piattaforma PICA, che supporta la gestione agronomica con strumenti digitali. Le collaborazioni con Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler hanno portato all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio degli insetti e alla sperimentazione di droni per la valutazione dei danni climatici. Proseguono inoltre gli studi dedicati alla biodiversità dei vigneti. L’assistenza tecnica del team agronomico, integrata con i principi del Sistema qualità nazionale produzione integrata (Sqnpi), accompagna tutte le fasi della filiera.

L’evoluzione del portfolio riguarda l’introduzione del Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava all’interno della linea Trentini Premium, che valorizza un vitigno tradizionale in risposta alla domanda per vini più immediati. Sui mercati esteri si osservano inoltre nuove opportunità nel segmento low e zero alcohol, ambito in cui il Gruppo sta valutando progetti specifici.

La chiusura del bilancio 2024/2025 coincide con l’avvio di una nuova fase strategica. “Il bilancio appena approvato riflette la nostra capacità di generare un buon reddito anche in una situazione difficile” ha concluso Enrico Zanoni, direttore generale del Gruppo Cavit, evidenziando che “oggi, tuttavia, la sfida si sposta sul futuro: il calo generalizzato dei consumi sta causando pressioni significative sui margini nel breve periodo. Di fronte alle avversità, la nostra risposta deve essere orientata a mantenere una visione di lungo periodo. Il successo dipenderà dal lavoro, dall’impegno e dalle scelte coraggiose che faremo. Solo attraverso determinazione e coesione – ha chiosato Zanoni – potremo trasformare le difficoltà attuali in opportunità”.