Home » Askanews » Vino, Decanter Awards: Italia terza per top medals dopo Francia e Spagna

Vino, Decanter Awards: Italia terza per top medals dopo Francia e Spagna

Vino, Decanter Awards: Italia terza per top medals dopo Francia e Spagna

Premiati 2.063 nostri vini distribuiti lungo geografia produttiva ampia

Milano, 22 giu. (askanews) – L’Italia chiude i “Decanter World Wine Awards” 2026 con 2.063 vini premiati complessivamente. Il bilancio comprende 6 Best in Show, 29 Platino, 109 Ori, 866 Argenti e 1.053 Bronzi. Nella graduatoria delle top medals, cioè Best in Show, Platino e Oro, il Paese totalizza 144 riconoscimenti e si colloca al terzo posto nel mondo dietro Francia e Spagna. La Francia guida con 254 top medals, frutto di 16 Best in Show, 42 Platino e 196 Ori. La Spagna sale a 160, con 5 Best in Show, 27 Platino e 128 Ori, e supera così l’Italia fra le grandi nazioni europee del vino.

I riconoscimenti al nostro Paese non si concentrano in una sola area o in una sola tipologia, ma si distribuiscono lungo tutto lo Stivale, includendo rossi, bianchi, spumanti, vini dolci e rosati. Secondo gli esperti della celebra rivista specializzata britannica, l’edizione 2026 segna il miglior livello qualitativo nei 23 anni di storia del concorso: 50 Best in Show, 196 Platino, 924 Oro, 6.193 Argento e 6.805 Bronzo, con percentuali record proprio nelle categorie Platino, Oro e Argento. Questo su quasi 17mila vini provenienti da 58 Paesi che sono stati degustati alla cieca da 245 esperti di 35 nazioni, tra cui 63 Master of Wine e 24 Master Sommelier.

Il Piemonte ottiene il suo primo Best in Show assoluto per una Barbera di Nizza con “Pomorosso 2022” di Coppo, un passaggio che allarga la lettura internazionale della regione oltre il perimetro più consueto del Nebbiolo. La Sicilia conquista il primo Best in Show per un “Cerasuolo di Vittoria” con “Hybla Biologico 2023” di Nicosia, mentre la Lombardia rientra nella Top 50 del concorso per la prima volta in otto anni grazie al primo Best in Show assegnato a un Franciacorta, “Saten Brut 2022” di Freccianera. La Toscana, intanto, porta a casa due Best in Show e sei Platino in tipologie che restano centrali nella sua identità produttiva. L’altro dato che emerge con forza riguarda il Trentino-Alto Adige, che con nove Platino è la regione italiana più premiata in questa categoria. Quattro riconoscimenti vanno a Cantina Terlano, mentre la Valle Isarco ottiene il suo primo Platino con “Aristos Kerner 2024” di Cantina Valle Isarco. Nello stesso movimento si collocano anche il primo Platino del Molise, il primo Platino per un rosato ligure e il primo Platino per un Abruzzo Pecorino Superiore. Sono segnali che rafforzano il profilo internazionale dei vini di montagna italiani e, più in generale, confermano la capacità del Paese di presidiare categorie e territori molto diversi.

Anche il quadro internazionale aiuta a leggere meglio il risultato. La Francia resta il riferimento quantitativo e qualitativo, trainata dalla Borgogna, che da sola centra cinque Best in Show, e da una Champagne ancora fortissima nella fascia Platino. La Spagna vive invece un’edizione di salto netto, spinta da Jerez, che firma tre dei cinque Best in Show nazionali, dalla Ribera del Duero e da una Rioja capace di tenere insieme continuità e profondità.

L’edizione 2026 mette in evidenza anche alcune tendenze che incidono direttamente sul mercato. La geografia del vino di qualità continua ad allargarsi, con medaglie assegnate a vini di 56 Paesi e primi risultati significativi per territori come Castilla-La Mancha, Valdejalon, Pico nelle Azzorre, Savoia, Texas e Virginia. Cresce il peso dei vitigni autoctoni, si consolidano gli orange wine e si rafforza il ruolo degli spumanti fuori dalle aree più classiche. In questo contesto, il risultato italiano acquista ancora più rilievo perché arriva dentro una competizione più ampia e più diffusa rispetto al passato.

“I quasi 17.000 vini degustati al DWWA 2026 hanno dimostrato ancora una volta che il vino di alta qualità proviene ormai da ogni angolo del globo” ha commentato Caro Maurer, co-presidente del concorso, mentre Beth Willard ha ricordato che “il processo di valutazione al DWWA è uno dei più rigorosi che abbia mai incontrato”.

Fra i vini italiani entrati nel gruppo dei migliori assoluti compaiono “Trefiano 2021” di Capezzana, Carmignano Rosso Riserva; “Pomorosso 2022” di Coppo, Nizza; “Saten Brut 2022” di Freccianera, Franciacorta; “Icaro 2021”, Vino Nobile di Montepulciano; “Luigi Baudana 2022” di G.D. Vajra, Barolo; e “Hybla Biologico 2023” di Nicosia, Cerasuolo di Vittoria. Nella categoria Platino figurano invece “Fossati 2022” di Dosio, Barolo; “Il Vino Dei Poeti 2020” di Bottega, Brunello di Montalcino; “Gaiole Millennio 2021” di Castello di Cacchiano, Chianti Classico Gran Selezione; “Pinot Bianco 2021” di Amandum, Friuli Isonzo; “Fracastoro 2015” di Vigneti Villabella, Amarone della Valpolicella Classico Riserva; “Riserva 2018” di Capezzana, Carmignano Vin Santo; “Vigneto Lastricato Terraelectae 2021” di Castello del Trebbio, Chianti Rufina Riserva; la serie altoatesina composta da “Vorberg Pinot Bianco 2023”, “Nova Domus 2023”, “Terlaner I Primo Grande Cuvee 2023” e “Rarita 2013” di Cantina Terlano, insieme con “Quarz Sauvignon 2024” di Terlano, “Sandl 2020” di Prackfol, “Curlan Chardonnay Riserva 2022” di Ragazza, “Aristos Kerner 2024” di Cantina Valle Isarco e “Stoan 2024” di Cantina Tramin; quindi “Villa De Randis Friulano 2021” di Musica, “Padelletti 2020” Brunello di Montalcino Riserva, “Serana 2021” di Corte Serana, Riserva Lugana, “Aimè 2025” di Cascina Del Colle, Abruzzo Pecorino Superiore, “Canneto 2021”, Vino Nobile di Montepulciano, “Rive di Rua di Feletto Extra Brut 2024” di Il Colle 1978, “Passo Alle Tremiti Falanghina 2025” di Tenimenti Grieco, “Mea Rosa 2025” di Lunae, “Serragrilli 2020” di Vinory, Barbaresco Riserva, “Collezione Peironte 2021” di Marks & Spencer, Barolo, “Cremosina 2023” di Bersano, Nizza, “Poggio Il Castellare 2021” Brunello di Montalcino e il Vin Santo del Chianti Riserva 2018 di Fattoria La Vialla.

Foto di Lauren Mclean – Decanter