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Vino, Edoardo Freddi International cresce ancora e chiude 2025 a +6%

Vino, Edoardo Freddi International cresce ancora e chiude 2025 a +6%

Con 38 mln di bottiglie in 112 Paesi. E acquisisce Agriment Italia

Milano, 10 feb. (askanews) – “Non è in crisi il vino ma un modello vecchio di commercializzarlo. Noi lavoriamo per innovarlo”. Parola di Edoardo Freddi, la cui Edoardo Freddi International (EFI) ha chiuso il 2025 con una crescita del 6% rispetto al 2024, con 38 milioni di bottiglie vendute e un’operatività in 112 Paesi. “Non vedo tutta questa crisi, oggi si sta più attenti per diversi motivi (tensioni geopolitiche, inflazione, instabilità e nuove barriere commerciali) ma si tratta di percentuali che non incidono in maniera sostanziale sui consumi complessivi” spiega Freddi, precisando che la società ha consolidato la presenza in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Regno Unito, Singapore e Giappone, registrando performance a doppia cifra in Germania, Svizzera, Canada, Singapore e Francia.

“I mercati più interessanti sono ora nell’Est Europa, in particolare in quei Paesi dove conoscono il vino e c’è una rete di locali, di professionisti e di sommelier” continua il manager, mettendo in luce anche la crescita di vini sempre più di alta gamma anche in Nazioni come Vietnam e Cina, e un crescente interesse in Centro e Sud America, “persino in Colombia nonostante i dazi e in Ecuador dove funzionano la fascia entry level e le bollicine”.

“Bisogna diversificare, parcellizzare, servono più mercati possibili: questo ha un costo ma per noi che operiamo in maniera collegiale e con economie di scala è più facile” incalza Freddi, sottolineando che “la crescita del 2025 conferma la solidità del nostro modello, la qualità delle partnership costruite negli anni e la capacità di adattamento alle dinamiche globali. Nel 2026 – prosegue – continueremo a investire in ‘EFI Fine Wines’, il nostro hub internazionale per la valorizzazione del vino italiano, nel rafforzamento delle competenze interne e in una governance sempre più strutturata, anche grazie al contributo di figure chiave come il nuovo ‘Chief Strategy Officer’ Guido Baldeschi Balleani”.

Novità importante è l’acquisizione della maggioranza di Agriment Italia, realtà cuneese specializzata nello sviluppo dei mercati internazionali principalmente per piccole Cantine boutique, con un portfolio di una sessantina di aziende solo italiane. “Questa intesa è la conferma di una strategia che punta a rafforzare continuamente la nostra leadership, integrando nuove competenze ed energie”.

Per quest’anno lo scenario è ancora complesso ma ha prospettive di sviluppo, e richiede un approccio fondato su strategia e responsabilità. Serve, sempre secondo Freddi, un’evoluzione del racconto del vino verso messaggi positivi, autentici e orientati al valore, il ruolo di aggregazioni e sinergie per rafforzare la massa critica e la competitività e l’investimento su competenze, posizionamento e Paesi considerati strategici.

Nel quadro dei trend emergenti, il manager della società di export management fondata nel 2012, ha indicato una crescita dell’interesse per varietà resistenti e climaticamente adattabili, la domanda di vini leggeri, dinamici, versatili e gastronomici e lo sviluppo dei segmenti low alcol e NoLo, associati in particolare a consumatori giovani e attenti al benessere. A questi si affiancano l’attenzione per formati pratici come on-the-go e single-serve e una premiumization orientata al valore.

Nata a Castiglione delle Stiviere (Mantova), EFI affianca le imprese nel commercio estero, dalla gestione delle normative all’organizzazione della distribuzione e alla selezione dei partner internazionali.