Milano, 29 ott. (askanews) – In Alto Adige la sostenibilità non è più solo una pratica agricola ma un modo di essere comunità. È la chiave di lettura che emerge dal lavoro dei soci di Erste+Neue, la Cantina di Caldaro che ha trasformato il rispetto per l’ambiente in un impegno condiviso. Dal 2016 parte di Cantina Kaltern, realtà con 125 anni di storia, 520 viticoltori e 430 ettari di vigneto, Erste+Neue rappresenta oggi un modello cooperativo dove l’impegno individuale diventa un risultato collettivo.
“Per noi la sostenibilità non ha mai rappresentato una moda o una tendenza di mercato ma un approccio personale e interiore” spiega Thomas Scarizuola, Kellermeister della Cantina, ricordando che “questa sensibilità ci ha permesso di intraprendere un percorso realmente sostenibile e di presentare la linea premium Puntay, interamente certificata biologica”.
Le esperienze dei soci raccontano un territorio e una cultura del lavoro in cui la sostenibilità è vissuta come responsabilità. Markus Morandell, 69 anni, coltiva 1,2 ettari con Pinot Bianco, Chardonnay e Merlot, convertiti al biologico già nel 1992. “Come viticoltori possiamo fare molto – dice – serve spirito di comunità e non individualismo” sottolinea. Il 58enne Markus Riffesser gestisce 1,2 ettari con Gewürztraminer, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc e Souvignier Gris, in regime biologico certificato. “La collaborazione tra viticoltori e con la Cantina è decisiva” afferma, precisando che la scelta di rinunciare a erbicidi e trattamenti chimici per tutelare la biodiversità. Reinhard Peterlin, 49 anni, conduce con il padre 7 ettari di vigneti in biologico. “Un ecosistema ricco di piante spontanee e organismi viventi è fondamentale – rimarca – crea equilibrio e rafforza naturalmente le viti” spiega. Hannes e Julia Stampfer, padre e figlia, lavorano 5 ettari tra Gries e Cornaiano, di cui due dedicati a Lagrein, Pinot Bianco e Souvignier Gris. “Il biologico richiede maggiore attenzione e osservazione costante” dice Julia, mentre Hannes aggiunge che “rese più basse significano equilibrio e autenticità, non perdita di valore”.
La nuova generazione è rappresentata dal 40enne Roland Dissertori che coltiva 5,5 ettari tra Caldaro e Termeno con Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Riesling, Pinot Nero, Cabernet e Souvignier Gris. “Chi lavora in biologico deve ascoltare la vigna ogni giorno” dichiara, ricordando che “l’Alto Adige è un mosaico di piccoli vigneti e biodiversità che va preservato e tramandato”.
Erste+Neue nasce nel 1986 dalla fusione tra Erste Kellerei, prima Cantina sociale di Caldaro fondata nel 1900, e Neue Kellerei, nata nel 1925. Le vigne dei soci si estendono dai pendii del Lago di Caldaro fino alle zone più alte della provincia di Bolzano. I vini sono organizzati in due linee: una classica e la Puntay, che valorizza le varietà più rappresentative del Sudtirol. La produzione annuale si attesta intorno alle 400mila bottiglie, il 40% delle quali viene esportato, soprattutto in Germania, Svizzera, Austria e Stati Uniti, dove la Cantina è presente in città come San Francisco, New York e Miami. Alla guida operano oltre a Scarizuola, il presidente Christian Sinn e l’agronomo Simon Ebner. Nella sede di Caldaro si trova la barricaia realizzata tra il 1999 e il 2000 dall’artista altoatesino Robert Scherer, definita la “Cappella Sistina dell’enologia”: uno spazio che unisce arte e lavoro agricolo, testimonianza di come la cultura del vino possa dialogare con quella del territorio.

