Milano, 15 ott. (askanews) – Si è conclusa in Alto Adige una delle vendemmie più precoci degli ultimi anni. Nonostante un’estate segnata da forte instabilità meteorologica, i primi riscontri dai vigneti e dalle Cantine indicano che l’annata 2025 presenta tutti i presupposti per una produzione di qualità: vini rossi succosi e bianchi più leggeri rispetto alle ultime campagne.
Gli esperti concordano nel definire il 2025 un anno complesso dal punto di vista climatico. L’inverno mite ha favorito una fioritura precoce e abbondante, seguita da una primavera regolare e da un’estate estremamente variabile. “Sembrava che le viti volessero compensare gli esigui raccolti dell’anno precedente” ricorda Lukas Ploner, enologo dell’Abbazia di Novacella, precisando che “già nel periodo della fioritura, le piante hanno regolato in autonomia la quantità di produzione”.
Dopo un giugno caldo e localmente torrido, luglio ha portato piogge diffuse e un abbassamento delle temperature, seguito da un agosto con punte termiche elevate. “Le viti sono come noi esseri umani: se hanno il tempo di abituarsi al calore, lo sopportano bene, ma quando il gran caldo arriva dopo giornate fredde, le sottopone a stress termico” spiega Matthias Bernhart di Ansitz Mairhof a Parcines, presidente dell’Associazione Viticoltori Val Venosta.
Le alte temperature di fine estate hanno accelerato la maturazione, anticipando la raccolta in tutta la regione. “Quest’anno la vendemmia è arrivata prima del previsto” spiega Jakob Gasser, enologo della Cantina Produttori San Michele Appiano. “Abbiamo iniziato con circa due settimane d’anticipo rispetto al 2024, con i primi grappoli di Muller-Thurgau raccolti in Valle Isarco già dieci giorni prima rispetto all’anno scorso, mentre la Schiava in Val Venosta ha precorso i tempi di tre settimane”. Bernhart aggiunge che “questa è una delle vendemmie più precoci che io ricordi”.
La vendemmia è stata anche insolitamente rapida e intensa. “È stato necessario sfruttare le finestre di bel tempo, motivo per cui i viticoltori hanno dovuto dimostrare grande flessibilità” sottolinea Gasser, che definisce quella di quest’anno “una delle raccolte più veloci nella storia della Cantina Produttori San Michele Appiano, almeno negli ultimi vent’anni”. Bernhart evidenzia come “la volubilità meteorologica e le precipitazioni durante la vendemmia abbiano reso necessario accelerare i tempi di raccolta e prestare grande attenzione al rischio di marciume”.
Nonostante le difficoltà, la vendemmia manuale ha permesso una selezione accurata dei grappoli e una resa ottimale. “Quest’anno le uve provenienti dalle zone migliori sono state nettamente superiori dal punto di vista qualitativo rispetto a quelle di aree meno vocate” dice Gasser. Bernhart conferma che “la qualità dell’uva è molto buona, con livelli di zucchero più bassi rispetto al 2024. Un grado alcolico inferiore di mezzo o un punto percentuale fa bene ai nostri vini”. Le rese, nel complesso, si collocano nella media regionale, con quantità leggermente inferiori in Oltradige e Bassa Atesina.
Ora l’attenzione si sposta sulle Cantine, dove iniziano le prime fasi di vinificazione. “È ancora presto per valutare nel dettaglio l’andamento dell’annata, ma le premesse sono molto buone” afferma Ploner. Gasser aggiunge che “per il Pinot Nero ci si attendono vini freschi e succosi, con potenziale importante nei vigneti meglio esposti. Anche il Merlot mostra ottimi presupposti, mentre Schiava e Lagrein promettono un risultato convincente”.
Per Bernhart, la Schiava 2025 “potrebbe essere la migliore degli ultimi quattro o cinque anni”. Sul fronte dei vini bianchi, gli esperti osservano una tendenza generale verso una minore concentrazione zuccherina, con conseguente riduzione del grado alcolico e incremento dell’acidità. “I bianchi di quest’anno saranno leggeri, freschi e fruttati, in linea con le tendenze globali” spiega Gasser.
Il Pinot Bianco si distingue per maturazione precoce e valori zuccherini leggermente più alti rispetto alle altre varietà, mentre il Riesling, raccolto prima del solito, presenta una struttura più leggera. “Mi aspetto vini con circa il 12% di alcol e un profilo fruttato equilibrato” dichiara Bernhart. Per Pinot Grigio e Sauvignon, la maturazione è risultata perfetta. “Dovrebbero essere molto buoni” commenta Gasser, aggiungendo che “nelle zone meglio esposte lo Chardonnay mostra tutti i presupposti per vini di grande livello”.

