Vini, Marsala e Etna rosa tra gli Under Water Wines - QdS

Vini, Marsala e Etna rosa tra gli Under Water Wines

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Vini, Marsala e Etna rosa tra gli Under Water Wines

mercoledì 10 Novembre 2021 - 02:30

Il più grande cantinamento subacqueo grazie all'Università di Firenze e all'Associazione italiana sommelier. Coinvolti nel progetto il marsala di Francesco Intorcia e il rosa etneo di Primaterra

PALERMO – Di relitti affondati con carichi di preziosi vini in bottiglia, anfora o barrique la storia ce ne ha restituiti tanti, alcuni addirittura poi battuti all’asta a prezzi incredibili: tra i ritrovamenti più interessanti sicuramente quello di 168 bottiglie di champagne naufragate a metà dell’Ottocento e riemerse dal Mar Baltico nel 2010. Gli Under Water Wines sono dei vini che subiscono un affinamento subacqueo, le bottiglie vengono immerse in condizioni studiate, utilizzando tecnologie che sono il frutto di una lunga ricerca (tappo, ceste, scelta della colonna d’acqua).

Negli ultimi anni una pratica, quella del cantinamento subacqueo, che è stata al centro di sperimentazioni e di attenzione grazie anche ai benefici apportati: il buio e il silenzio, la temperatura costante, il completo riparo delle fasi lunari, la differenza di pressione che la profondità di immersione genera (dall’esterno verso l’interno della bottiglia), un fattore difficilmente riproducibile sulla terraferma che migliora il processo di affinamento, correnti armoniche che generano un dondolio che favorisce l’integrazione della massa liquida garantendo armonicità.

Tutti buoni motivi che hanno spinto una startup innovativa, grazie alla fiducia di quasi 280 investitori e al coinvolgimento di importanti partner istituzionali e tecnici in un settore, a dar vita al più grande cantinamento subacqueo di sempre, con il supporto dell’Università di Firenze e dell’Associazione Italiana Sommelier.

Si tratta di un progetto unico al mondo realizzato in uno dei luoghi più belli d’Italia: per la prima volta a livello mondiale sono state depositate in mare, grazie al lavoro di un gruppo composto da enologi, fisici, biologi, e sommelier oltre 20 tipologie di vini e distillati in un progetto senza precedenti per varietà di prodotti coinvolti e per i contenuti scientifici e di ricerca.

Jamin è il nome della start up che rappresenta la prima realtà nel mondo vinicolo con un proprio business model chiaro e definito, volto ad anticipare le richieste ed intercettare le necessità dei tempi odierni, senza mai tralasciare qualità e tradizione. Tra i prodotti cantinati ed in sperimentazione oggi, primi a livello mondiale ad immergersi nella loro tipologia si trovano vini fermi bianchi, rossi, rosati e fortificati, spumanti, spirits e liquori, rappresentanti della migliore produzione italiana e delle grandi denominazioni italiane: presenti anche due vini di due aziende siciliane.

Un marsala di Francesco Intorcia e il rosa etneo di Primaterra, due espressioni che nel loro significato possono incarnare il passato e il presente enologico dell’isola: il Marsala con la sua storia e la sua certezza degli anni di invecchiamento ed il vino dell’Etna di cui tanto oggi si parla e si racconta.

Le bottiglie depositate in mare sono state dotate di un sofisticato sistema anticontraffazione basato su blockchain, la tecnologia resa famosa dai bitcoin, che tutela l’unicità della bottiglia e permette di scoprire le caratteristiche e tracciare l’origine del prodotto anche dopo l’immersione.

Salvo Ognibene

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