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Vino, l’Alto Adige celebra 20 anni di promozione negli Stati Uniti

Vino, l’Alto Adige celebra 20 anni di promozione negli Stati Uniti

Con una degustazione a New York con una trentina di produttori

Milano, 9 ott. (askanews) – L’Alto Adige celebra vent’anni di promozione dei propri vini negli Stati Uniti con una degustazione organizzata a New York, alla quale hanno partecipato circa trenta produttori della regione e 200 professionisti americani del settore, tra sommelier, importatori e ristoratori. L’iniziativa, promossa da IDM Alto Adige insieme con il Consorzio Vini Alto Adige, ricorda il primo appuntamento collettivo organizzato il 19 ottobre 2006 nella metropoli statunitense, da cui prese avvio un’attività continuativa di promozione. Due decenni dopo, gli Stati Uniti rappresentano il quarto mercato per volumi di vendita e il secondo tra le destinazioni estere dei vini altoatesini, nonostante le difficoltà legate alla politica tariffaria americana.

Il primo incontro si svolse all’Alto Restaurant di Madison Avenue e coinvolse 34 giornalisti, critici e opinion leader del settore vinicolo provenienti da diversi Stati americani. A organizzarlo fu la Camera di commercio di Bolzano, che all’epoca si occupava della promozione dei vini regionali. La degustazione offrì agli ospiti una panoramica della viticoltura altoatesina, attraverso la sua storia, le caratteristiche del territorio e quattro vitigni rappresentativi: Pinot Bianco, Gewurztraminer, Pinot Nero e Lagrein. L’obiettivo era far conoscere una produzione ancora relativamente poco presente nella comunicazione enologica statunitense, superando la conoscenza limitata delle varietà e delle Denominazioni locali.

La risposta dei partecipanti portò a organizzare una seconda degustazione, più ampia, già nel febbraio 2007, sempre a New York. I due appuntamenti segnarono l’avvio di una strategia condivisa, costruita attraverso il coinvolgimento delle aziende e il confronto con giornalisti, importatori e operatori della ristorazione. Nel corso degli anni le attività si sono estese ad altre città americane, affiancando agli eventi professionali campagne di comunicazione, incontri con opinion leader e degustazioni rivolte agli intermediari commerciali.

La promozione collettiva, inizialmente affidata alla Camera di commercio di Bolzano, è oggi coordinata dal Consorzio Vini Alto Adige. “Il mercato americano è il quarto per volume di vendite e il secondo mercato di esportazione più importante per i vini dell’Alto Adige, motivo per cui continua ad essere una priorità” ha spiegato il direttore Eduard Bernhart. La posizione degli Stati Uniti nella graduatoria delle vendite conferma il peso assunto dal mercato nordamericano per le Cantine della regione.

La degustazione organizzata per il ventennale ha riproposto il confronto diretto tra produttori e professionisti del vino, affiancandolo a momenti di approfondimento dedicati all’enologia altoatesina. Il programma comprendeva diverse masterclass condotte da Madeline Puckette, cofondatrice della piattaforma statunitense “Wine Folly”, dedicate alle principali produzioni della regione e alla longevità dei vini locali. Gli incontri hanno permesso di approfondire le caratteristiche di una viticoltura che comprende varietà autoctone e internazionali, con vigneti distribuiti tra fondovalle e versanti collinari e montani.

Il ventennale arriva tuttavia in una fase complessa per le esportazioni verso gli Stati Uniti. L’inasprimento della politica commerciale dell’amministrazione Trump e l’introduzione di misure tariffarie hanno aumentato le difficoltà per gli operatori europei. “L’amministrazione Trump, infatti, ostacola le esportazioni con il protezionismo del mercato e la sua aggressiva politica tariffaria. Di conseguenza, i nostri prodotti, e quindi anche i vini, sono diventati sensibilmente più cari nel commercio e nella ristorazione, rallentando notevolmente le vendite negli Usa” ha dichiarato Margit Gamper, direttore del dipartimento Business Development di IDM Alto Adige.

La ristorazione italiana continua a rappresentare uno sbocco importante per i vini dell’Alto Adige, anche grazie alla possibilità di proporre varietà e Denominazioni meno conosciute attraverso l’abbinamento con la cucina. “I nostri vini – soprattutto i bianchi fruttati – sono molto apprezzati negli Stati Uniti” ha affermato Bernhart, precisando che “ciò si deve anche alla nostra solida presenza nella ristorazione italiana – e, non da ultimo, alla naturale curiosità dei consumatori statunitensi”.