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Vino, nel 2025 vendite globali di Asti Docg -9%, pesa crollo Spumante

Vino, nel 2025 vendite globali di Asti Docg -9%, pesa crollo Spumante

Asti Spumante perde in media il 12,4% (Usa -50%) ma cresce in Asia

Milano, 9 mar. (askanews) – Nel 2025 le vendite globali di Asti Docg in Gdo e retail sono scese del 9%, fermandosi a poco meno di 75 milioni di bottiglie. A pesare maggiormente è stata la performance dell’Asti Spumante, che ha chiuso l’anno con una flessione del 12,4% e 49,3 milioni di bottiglie da 0,75 litri commercializzate. Più contenuta la contrazione del Moscato d’Asti, sceso dell’1,8% a 25 milioni di bottiglie.

Per il Moscato d’Asti il dato più critico resta quello statunitense, con un calo del 7,6% in un mercato che da solo rappresenta il 58% del totale commercializzato della tipologia. Al netto della flessione negli Usa, però, l’andamento sarebbe stato positivo grazie alla sostanziale tenuta dell’Europa, in calo dello 0,6%, e soprattutto alla crescita in Asia, dove l’incremento è stato dell’11,3%. La Cina ha registrato un balzo del 55% ed è diventata il terzo mercato di riferimento per il Moscato d’Asti. L’Asia vale ora il 18% delle bottiglie esportate.

Più complesso il quadro dell’Asti Spumante. In Europa il calo è stato del 14%, pari a 4,2 milioni di bottiglie in meno rispetto al 2024, mentre negli Stati Uniti la flessione ha raggiunto il 50%, con 2,6 milioni di bottiglie perse. In Russia, primo sbocco della tipologia, la discesa si è fermata al 3%, con 14,1 milioni di bottiglie vendute. Nel dettaglio europeo, le contrazioni più pesanti hanno riguardato Gran Bretagna, Germania e Polonia, rispettivamente in calo del 13%, del 49% e del 26%. Segnali opposti arrivano invece da alcuni mercati dell’Est europeo, con Ungheria e Lituania in crescita.

“Che la fase sia difficile, non solo per la nostra Denominazione, non è una novità, ma per noi alla contrazione generale dei consumi si aggiungono le tensioni in due piazze che da sole sommano oltre il 40% delle nostre vendite e questo ha pesato”, ha dichiarato il presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno, sottolineando che “in un anno di tensioni non sono mancate le note positive, a partire da una crescita evidente della domanda asiatica, Cina in primis, che sta assumendo dimensioni importanti e che fa ben sperare. Abbiamo estrema necessità di allargare il nostro spettro commerciale”.

Fuori dall’Unione Europea, anche per l’Asti Spumante l’Asia si conferma l’area più dinamica, con un aumento del 20% e 3,3 milioni di bottiglie vendute, trainate soprattutto da Giappone, Emirati Arabi, Kazakistan e Cina. Nelle Americhe continua invece la progressione del Messico, che supera il milione di bottiglie commercializzate, mentre il Peru sale a 750mila pezzi, con una domanda in aumento di un terzo. In calo anche il mercato italiano, che assorbe circa il 10% della produzione complessiva. Le vendite interne dell’Asti Spumante sono scese del 5,7% a 4,25 milioni di bottiglie, quelle del Moscato d’Asti del 6,9% a 2,5 milioni.

“Al netto del calo negli Stati Uniti, pari al 7,6% in un mercato che rappresenta il 58% del totale commercializzato, il Moscato d’Asti avrebbe chiuso in positivo”, ha spiegato il direttore del Consorzio Asti Docg Giacomo Pondini, rimarcando che “il risultato è sostenuto dalla relativa tenuta in Europa, dove la flessione è dello 0,6%, ma soprattutto dalla crescita dell’11,3% registrata nei Paesi asiatici, a cominciare dalla Cina che segna un incremento del 55% e diventa il terzo principale mercato della tipologia”. La quota dell’Asia sul totale delle bottiglie esportate sale cosi al 18%.

Il 2026 si apre con un programma promozionale concentrato soprattutto sugli Stati Uniti, dove sono previsti investimenti per circa un milione di euro tra eventi, degustazioni e campagne distribuite nel corso dell’anno. Dopo il passaggio al “Salone del Vino” di Torino, la Denominazione sarà presente anche alla 58esima edizione di “Vinitaly”, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile.