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Vino, nel Disciplinare Garda Doc entrano versioni low alcol e Cremant

Vino, nel Disciplinare Garda Doc entrano versioni low alcol e Cremant

Approva le modifiche: per i fermi anche Muller Thurgau e Rebo

Milano, 30 ott. (askanews) – Con decreto ministeriale del 24 settembre, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre, sono state approvate le modifiche al Disciplinare di produzione dei vini Garda Doc. Le novità introducono nuove tipologie e aggiornamenti tecnici che ampliano il profilo produttivo della Denominazione, rafforzandone al tempo stesso la coerenza con la tradizione del territorio compreso tra Lombardia e Veneto.

Le principali modifiche riguardano l’ingresso del Garda Muller Thurgau, nelle versioni vino, frizzante e spumante, e del Garda Rebo nella categoria dei vini fermi. Per le tipologie spumante e frizzante sono state aggiunte le specificazioni di vitigno Garganega e Chardonnay. Tra le innovazioni più significative, la Garganega potrà essere prodotta anche nella versione “low alcol” con un titolo alcolometrico di 9% vol., rendendo il Garda Doc la prima Denominazione italiana a contemplare un vino fermo a bassa gradazione alcolica.

Le novità proseguono con l’introduzione della specificazione Corvina per le versioni rosé spumante e frizzante, che valorizza una delle varietà autoctone più rappresentative dell’area gardesana. Debutta inoltre il Pinot Grigio Ramato Rosato, che offre una lettura contemporanea di un vitigno storico del Nord Italia. Per la categoria spumante è stata inserita anche la menzione “Cremant”, che allinea la produzione gardesana agli standard internazionali e alle più consolidate tradizioni europee.

Il decreto prevede inoltre l’estensione della zona di produzione a una parte del comune di Castenedolo, in provincia di Brescia, e la possibilità di utilizzare tutti i contenitori previsti dalle normative europee per il confezionamento dei vini Garda Doc. Tutte le modifiche saranno operative già dalla campagna vitivinicola 2025/2026, segnando un passaggio importante nel percorso evolutivo della Denominazione.

“Questa revisione del Disciplinare rappresenta un passaggio strategico per la nostra Denominazione e per i produttori che ne fanno parte” commenta Paolo Fiorini, presidente del Consorzio Garda Doc, spiegando che “è il risultato di un confronto costruttivo con il ministero e con gli operatori del settore, con l’obiettivo di rispondere alle nuove esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più attenti a vini identitari, versatili e contemporanei”. Il presidente evidenzia anche il valore della collaborazione tra i produttori e l’importanza di un territorio che si estende tra le province di Brescia, Mantova e Verona. “Tra queste aree si coltivano uve che da secoli raccontano la storia e l’identità del Lago di Garda” spiega Fiorini, rimarcando che “oggi il Consorzio rappresenta 250 produttori e lavora per rafforzare la qualità e la riconoscibilità dei vini Garda Doc”.

“Il nostro obiettivo – conclude Fiorini- è dare voce a un territorio unico, che unisce la tradizione viticola a una visione moderna e internazionale. Le modifiche approvate sono un passo importante per consolidare la reputazione e la competitività del Garda Doc, mantenendo saldo il legame con le origini”.