Milano, 28 ott. (askanews) – Si è conclusa da pochi giorni la vendemmia nei vigneti di Omina Romana, azienda della famiglia di imprenditori tedeschi Borner situata nei Colli Albani (Roma), in provincia di Roma. L’annata 2025 si è distinta per equilibrio climatico e regolarità del ciclo vegetativo, con uve sane e di ottima qualità che lasciano prevedere vini longevi e strutturati.
Le condizioni meteorologiche favorevoli hanno caratterizzato l’intera stagione: le piogge di primavera hanno favorito uno sviluppo regolare della vite, mentre i mesi estivi, asciutti e caldi, hanno garantito una maturazione uniforme dei grappoli. L’assenza di precipitazioni durante la raccolta ha permesso di portare in cantina uve in perfette condizioni sanitarie.
“È stata un’annata certamente positiva che siamo riusciti a gestire senza particolari emergenze” commenta Paula Pacheco, agronoma di Omina Romana. “Grazie al monitoraggio costante e alle nuove tecniche di confusione sessuale adottate in vigna abbiamo tenuto sotto controllo la pressione dei parassiti con interventi minimi. Nonostante il caldo di luglio, superiore alla media, il ciclo produttivo non si è accorciato. Nei momenti delicati dell’invaiatura e della maturazione l’irrigazione di soccorso, dosata accuratamente, ha permesso di superare la siccità estiva. La vendemmia si è svolta quasi sempre con uve asciutte, poiché solo due giorni di pioggia hanno interrotto la raccolta”.
“Questa vendemmia conferma che investire su metodo e costanza ripaga. Non abbiamo mai avuto fretta: abbiamo lasciato che fosse la pianta a dettare i tempi, e oggi abbiamo uve che raccontano un territorio in salute” conclude Katharina Borner, titolare di Omina Romana. “Ora tocca alla cantina tradurre questo lavoro all’interno della bottiglia. Non vediamo l’ora di condividere questa annata con chi crede nella nostra visione”.
La Cantina con sede a Velletri, in provincia di Roma, a poca distanza dal Lago di Nemi, è stata fondata nel 2007. Oggi l’azienda si estende su 82 ettari, 60 dei quali dedicati alla vigna, ai quali bisogna aggiungere 10 ettari di uliveti dai quali si ricava un olio Evo. Il 60% dei vigneti è dedicato alle varietà a bacca rossa, come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot e il tradizionale Cesanese. Il restante 40% è destinato a vitigni a bacca bianca come Chardonnay, Viognier, Petit Manseng e il bianco autoctono Bellone.Il totale delle bottiglie prodotte annualmente si aggiura sulle 260mila.

