Milano, 11 apr. (askanews) – Per il secondo anno consecutivo il pesce entra nel racconto di Vinitaly, confermando un percorso che guarda con decisione al dialogo tra le eccellenze del sistema agroalimentare italiano. Domenica 12 aprile alle ore 14, nello spazio di Confagricoltura (Padiglione D – ingresso libero fino ad esaurimento posti), l’Associazione Piscicoltori Italiani promuove “Tesori d’acquacoltura”, un appuntamento dedicato alle produzioni di eccellenza dell’acquacoltura italiana d’acqua dolce, in un contesto che rappresenta il cuore della cultura enologica nazionale e internazionale.
Non si tratta soltanto di una degustazione, ma di un momento che interpreta in chiave contemporanea un legame antico: quello tra pesce e vino, da sempre presenti sulle tavole italiane, come ricorda la tradizione secondo cui “il pesce vuole il vino buono”, in un equilibrio che unisce semplicità e raffinatezza.
L’iniziativa propone un percorso degustativo costruito in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, capace di mettere in relazione acqua e terra attraverso abbinamenti studiati per valorizzare le caratteristiche organolettiche dei prodotti e dei vini selezionati. Il pesce d’acqua dolce, spesso poco raccontato rispetto ad altre produzioni, trova qui una nuova centralità, esprimendo qualità, identità territoriale e versatilità gastronomica.
In degustazione saranno proposte preparazioni che raccontano una filiera capace di coniugare tradizione e innovazione: dalla trota affumicata, caratterizzata da note delicate e persistenti, alle uova di salmerino, espressione di finezza e purezza, fino ai medaglioni al salmerino affumicato, dove la tradizione della pasta all’uovo incontra un ripieno cremoso a base di filetto di salmerino delle Alpi affumicato, ricotta e Parmigiano Reggiano, dando vita a un piatto equilibrato e contemporaneo.
Momento centrale dell’evento sarà la masterclass dedicata al caviale, con una degustazione guidata di diverse tipologie che rappresentano una delle più alte espressioni dell’acquacoltura italiana.
Dietro ogni assaggio si colloca una filiera complessa e altamente specializzata, basata su allevamenti a ciclo controllato, attenzione al benessere animale, qualità dell’acqua e processi produttivi che richiedono anni di investimento e competenze avanzate. È il volto più evoluto dell’acquacoltura nazionale, quello delle aziende 4.0, dove tecnologia, sostenibilità e tracciabilità si integrano per garantire standard elevati e continuità qualitativa, dimostrando come il settore sia oggi in grado di dialogare pienamente con le grandi eccellenze del Made in Italy.
“Tesori d’acquacoltura” si inserisce così in una visione più ampia, che vede l’acquacoltura italiana evolvere da comparto produttivo a protagonista culturale del cibo, capace di raccontarsi attraverso esperienze concrete e di avvicinarsi sempre più al consumatore finale. In un Paese dove il consumo di pesce è elevato ma la produzione nazionale resta limitata, il tema non è solo quantitativo ma identitario, e passa anche attraverso la capacità di costruire un racconto credibile, fondato su qualità, sostenibilità e trasparenza.
A sintetizzare il significato dell’iniziativa è il presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani, Matteo Leonardi: “Con ‘Tesori d’acquacoltura’ portiamo a Vinitaly un settore in cui la tradizione si rinnova nell’innovazione: il sapere tramandato tra generazioni delle nostre imprese incontra oggi aziende di acquacoltura 4.0, capaci di integrare tecnologie avanzate, sostenibilità e qualità. Il dialogo con il vino non è solo un abbinamento gastronomico, ma un segnale chiaro: l’acquacoltura italiana è pronta a essere riconosciuta come una delle espressioni più autentiche e contemporanee del nostro sistema agroalimentare”.

