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Vino, Poggio al Tesoro celebra 25 anni e conquista la critica globale

Successo per il “Dedicato a Walter” di Marilisa Allegrini

Milano, 19 ott. (askanews) – Il 2026 segnerà il 25esimo anniversario di Poggio al Tesoro, la Cantina di Bolgheri (Livorno) fondata da Marilisa Allegrini assieme al fratello Walter. L’azienda si prepara a celebrare la ricorrenza dopo un anno di risultati significativi sul piano nazionale e internazionale.

Il Cabernet Franc “Dedicato a Walter”, simbolo della produzione, è stato selezionato per la prima volta alla “New York Wine Experience” di Wine Spectator, in programma questo fine settimana. Dagli Stati Uniti arriva anche l’annuncio della partecipazione di Poggio al Tesoro a “OperaWine 2026” a Verona, l’evento che apre Vinitaly e riunisce le (migliori) etichette italiane scelte dalla rivista specializzata americana.

Il riconoscimento internazionale si accompagna a nuovi premi italiani: “Miglior Cabernet Franc” per DoctorWine, “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso e “Cinque Grappoli” di Bibenda. “I giudizi delle migliori giurie di esperti italiani e stranieri fanno onore a ‘Dedicato a Walter’. È un vino che valorizza Poggio al Tesoro, il territorio di Bolgheri e un vitigno che, trattato in purezza, qui trova espressione compiuta” dichiara Marilisa Allegrini, Cavaliere del Lavoro e presidente del gruppo, ricordando che “questo vino, che sarà il nostro portabandiera a questi due eventi, porta il nome di mio fratello Walter, con il quale ho condiviso la scelta di intraprendere l’esperienza toscana”.

Il “Poggio al Tesoro Dedicato a Walter Bolgheri Superiore Doc” è un Cabernet Franc in purezza, tra i pochi realizzati a Bolgheri. Le uve provengono dal vigneto di Via Bolgherese, nell’area di Soprastrada, una delle zone più vocate del territorio. Qui il terreno ricco di scheletro e il microclima marino creano le condizioni ideali per la maturazione del vitigno. L’annata 2021 a Bolgheri è stata segnata da un lungo periodo asciutto, da metà maggio fino alla vendemmia, con un’estate calda ma ventilata. Le piogge invernali hanno garantito un’adeguata riserva idrica, preservando le viti dallo stress. La raccolta, avviata a fine agosto e conclusa a settembre, ha beneficiato di un’ampia escursione termica, fattore che ha favorito la freschezza e la complessità aromatica delle uve.