Milano, 14 feb. (askanews) – Tinazzi ha ottenuto da EcoVadis il “Silver Sustainability Rating”, salendo in un anno dal livello Bronze. La valutazione, riferita a un protocollo che analizza circa 130mila aziende l’anno, colloca la Cantina veronese nel 15% delle realtà con i risultati migliori negli ultimi dodici mesi e, nel segmento della produzione di vino, nella top 20 su 282 aziende di dimensioni analoghe considerate. Nel dettaglio, il punteggio complessivo è cresciuto di 14 punti fino a 78 su 100, con la valutazione articolata sulle quattro aree ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili.
Per l’Ad Francesca Tinazzi il percorso è partito nel 2021 con il programma “Tinazzi (R)Evolution” e con la pubblicazione annuale, a marzo, del Bilancio di sostenibilità e, via via, con criteri più stringenti nella selezione dei fornitori, con un aumento della quota di partner dotati di certificazioni ambientali, la definizione di obiettivi ESG misurabili con una rendicontazione strutturata dei risultati e l’entrata in funzione di un secondo impianto fotovoltaico sul tetto della sede di Lazise, che ha raddoppiato la produzione di energia da fonte rinnovabile.
Nel frattempo, sono due vini bianchi da 10,5 gradi ad arricchire la proposta dell’azienda nel corso del tour fieristico internazionale del 2026, a partire dall’appena concluso “Wine Paris”, e presto con l’esordio a Eurovino a Karlsruhe (l’1 e 2 marzo), poi al ProWein di Dusseldorf (dal 15 al 17 marzo), e infine a Vinitaly dal 12 al 15 aprile a Verona. Si tratta del “Bianco Verona Igp Cercer 10,5” e “Bianco Puglia Igp Furese 10,5”: il primo nasce da un blend di Garganega, Trebbiano e Chardonnay provenienti dai vigneti dell’areale del Garda, mentre il secondo deriva da un blend di uve bianche pugliesi. Due prodotti che, nelle intenzioni della Cantina di Lazise, vanno incontro all’interesse crescente verso i vini bianchi, evidente in Germania e in crescita anche in Olanda, Belgio, Svizzera e Francia. Mercati in cui Tinazzi è storicamente presente e dove punta a consolidare la propria quota nel canale on trade.
“In un momento delicato come quello che sta attraversando il mondo del vino, la vera chiave di volta è la collaborazione e la vicinanza ai clienti” ha commentato Francesca Tinazzi, spiegando che “dopo anni di forte crescita, oggi il mercato offre una proposta estremamente ampia e questo può generare disorientamento: a noi spetta il compito di affiancare i nostri partner, costruire insieme percorsi di sviluppo e progettualità di lungo periodo. La presenza alle principali manifestazioni internazionali rappresenta per la nostra realtà un momento fondamentale di crescita e confronto”. Accanto a questo lavoro, l’azienda investe sempre di più in iniziative di incoming commerciale: “Dare un volto e una personalità ai vini è essenziale – ha concluso l’Ad – così come valorizzare contesti unici come il Lago di Garda, che rappresenta un punto di forza straordinario dal punto di vista turistico e ricettivo per i mercati europei”.
Fondata nel 1968 e cresciuta sotto la guida di Gian Andrea Tinazzi, oggi al timone assieme ai figli Francesca e Giorgio, dispone di 60 ettari di proprietà con Poderi Campopian in Valpolicella, Tenuta Valleselle a Bardolino e la sede aziendale a Lazise, Tenuta Pian del Gallo a Greve in Chianti (Firenze), oltre a Cantine San Giorgio e Feudo Croce in Puglia. Nel 2024 l’export in oltre 50 Paesi ha rappresentato oltre il 94% del fatturato complessivo.

