Milano, 27 gen. (askanews) – Il 2025 di Vinchio Vaglio si è chiuso senza giacenze e con un bilancio in attivo, un passaggio che la Cantina cooperativa di Vinchio e Vaglio Serra ha legato alla capacità di mantenere una gestione economica “virtuosa”. Oggi la realtà astigiana produce circa un milione di bottiglie e 700mila bag in box indicando questo risultato come il punto di arrivo di un percorso iniziato da tempo, costruito sul rapporto qualità-prezzo e sulla remunerazione crescente dei viticoltori associati che coltivano circa 500 ettari di vigneto, quasi l’80% dei quali a Barbera.
Dentro questo quadro, la dirigenza ha annunciato per quest’anno investimenti tecnologici e strutturali. “Siamo fieri degli ottimi risultati ottenuti in un momento così complicato, ma crediamo fermamente che non ci si possa fermare e si debba continuare a crescere e investire” ha spiegato il direttore Marco Giordano, che per il 2026 ha sottolineato che “sono in programma investimenti sia tecnologici, come il raddoppio della nostra linea per il confezionamento dei bag in box, sia strutturali come il restauro della parte più antica della cantina che risale al 1959 e che, oltre a essere un patrimonio storico, è anche il fulcro produttivo con le sue oltre 160 vasche di cemento mantenute finora in perfette condizioni internamente e che abbiamo deciso di recuperare anche sul piano estetico”.
Un elemento strutturale dell’identità di Vinchio Vaglio è rappresentato da vigneti con oltre 50 anni di età, alla base di vini come “Vigne Vecchie” e “Vigne Vecchie 50”, mentre parcelle che superano i 30 anni alimentano la produzione de “I tre Vescovi”, considerato il vino più noto dell’azienda, di “Insynthesis”, tra i riferimenti della gamma, e del Nizza che nasce dal bricco Laudana, da cui prende il nome. La gestione di questi appezzamenti comporta costi e impegni maggiori, legati sia all’età delle piante sia alla morfologia delle colline, spesso particolarmente ripide. Su questo fronte la cooperativa ha costruito nel tempo una politica di riconoscimento economico mirata ai piccoli viticoltori, inserendo il tema anche nella prospettiva di un necessario ricambio generazionale, ritenuto decisivo per non disperdere un patrimonio agricolo e paesaggistico che rientra nel riconoscimento Unesco dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Il lavoro sulle vigne storiche ha permesso alla Cantina di venire selezionata dalla Old Vine Conference. Vinchio Vaglio è inoltre certificata Equalitas e da quattro anni pubblica il bilancio di sostenibilità, impostato su tre ambiti considerati inscindibili: territorio, persone ed economia. Le scelte operative riguardano l’intera filiera, dalla gestione agronomica dei vigneti alla riduzione della presenza di solfiti nei vini, fino alle soluzioni adottate per il confezionamento. Per l’80% della produzione vengono utilizzate bottiglie con un peso inferiore ai 420 grammi, mentre per le chiusure, quando possibile, si ricorre a tappi tecnici. Anche il bag in box rientra in questa strategia come formato legato alla riduzione dell’impronta ambientale, stimata in un taglio del 7% delle emissioni, supportato da una linea di imbottigliamento dedicata. Il quadro si completa con impianti fotovoltaici che rendono la Cantina autonoma dal punto di vista energetico. La cooperativa è stata coinvolta infine nell’ideazione e creazione del Parco Regionale della Val Sarmassa e, ai suoi margini, ha promosso interventi che intrecciano paesaggio, accoglienza e fruizione culturale, come il “percorso nei Nidi”, realizzato con strutture in salice intrecciato a mano, la Big Bench n.94, alcune installazioni dell’artista Giancarlo Ferraris e il giardino delle erbe aromatiche.
Il 2025 ha segnato un ulteriore rafforzamento della reputazione dei vini prodotti dalla cooperativa, che sono stati premiati da diverse guide e concorsi in Italia e all’estero.

