Milano, 9 lug. (askanews) – “Vinitaly and the City” torna in Calabria: dal 18 al 20 luglio il Parco archeologico di Sibari (Cosenza) ospita l’evento grazie alla collaborazione tra Veronafiere Spa, Regione Calabria, i Parchi archeologici di Crotone e Sibari, e Arsac che gestirà l’organizzazione della manifestazione fuori-fiera legata al Salone del vino di Verona.
“Vinitaly and the City è un evento prestigioso che conferma il ruolo centrale della nostra Regione nel comparto vitivinicolo italiano e internazionale” afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, aggiungendo che “la Calabria sta diventando un punto di riferimento per la qualità delle produzioni, per la ricchezza dei territori e per l’ospitalità autentica che offre”.
Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, l’appuntamento rappresenta “molto più di un evento dedicato al vino”, ma “una piattaforma culturale e commerciale che unisce imprese, istituzioni e comunità locali”.
L’iniziativa valorizza la storia dell’antica Sybaris, tra le colonie più floride della Magna Grecia, dove la viticoltura era una pratica centrale. L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha annunciato che l’edizione 2025 sarà “ancora più ricca”, con un maggior numero di Cantine, un’area food ampliata e nuove proposte culturali e sensoriali per promuovere l’identità enologica della Regione. Tra le iniziative previste, anche una mostra sull’olio nell’antichità, degustazioni di oli contemporanei e visite guidate.
Anche Fulvia Caligiuri, direttrice generale di Arsac, ha messo in evidenza l’importanza del riconoscimento ottenuto dal ministero dell’Agricoltura. “Vinitaly and the City – Calabria in Wine – ha detto – vedrà protagoniste numerose Cantine calabresi, consorzi nazionali e internazionali e prodotti gastronomici locali, accompagnati da momenti di approfondimento, masterclass e winetalk”.
Il Dg di Veronafiere, Adolfo Rebughini, ha sottolineato che “la strategia di Veronafiere punta a replicare i format vincenti in luoghi simbolici del Paese, per generare impatti economici, culturali e opportunità concrete per i produttori locali”.

