Milano, 22 feb. (askanews) – Nel 2025 le Cantine italiane che hanno adottato le chiusure Nomacorc hanno contribuito a compensare 151 tonnellate di CO2, oltre ad aver gestito 208 tonnellate di plastica e recuperato 7.920 kg di materiali a rischio di dispersione in mare. I dati, diffusi da Vinventions, sono certificati da organismi internazionali e inseriti in un sistema di monitoraggio che valuta l’impatto ambientale delle diverse linee di prodotto.
La gamma Nomacorc è articolata in tre linee, con obiettivi e criteri di misurazione distinti. La Nomacorc Green Line, ottenuta da materie prime rinnovabili di origine vegetale derivate dalla canna da zucchero, presenta un’impronta carbonica netta pari a zero, definita secondo la norma ISO 14067 sull’intero ciclo di vita. Il contributo delle Cantine italiane che nel 2025 hanno scelto questa soluzione è stato quantificato in 151 tonnellate di CO2 compensate. La Nomacorc Blue Line opera all’interno di un modello di economia circolare ed è certificata “Net Zero Plastic to Nature” da South Pole. La certificazione prevede che una quantità di rifiuti plastici equivalente a quella immessa sul mercato venga raccolta e gestita in modo tracciabile. Nel 2025, in relazione alle chiusure adottate dai produttori italiani, sono state gestite 208 tonnellate di plastica secondo i criteri previsti dal programma. La linea Nomacorc Ocean integra plastiche recuperate nelle aree costiere classificate come Ocean-Bound Plastics, intercettate prima che possano raggiungere il mare. Il consuntivo 2025 riporta 7.920 kg di materiali raccolti e riciclati grazie all’adozione di questa chiusura, con un effetto diretto sulla prevenzione dell’inquinamento marino.
Per consentire alle aziende vitivinicole di utilizzare questi dati nella propria rendicontazione, Vinventions mette a disposizione certificati personalizzati che riportano la quantità di CO2 compensata e la quantità di plastica recuperata attraverso i programmi Net Zero Plastic to Nature e Ocean-Bound Plastics. I documenti possono essere integrati nei bilanci di sostenibilità o nelle comunicazioni istituzionali, fornendo indicatori basati su dati verificati. “Oggi i produttori di vino sono chiamati a coniugare qualità enologica e responsabilità ambientale” ha dichiarato Antonino La Placa, direttore commerciale Italia e Sud Est Europa, osservando che “le chiusure non sono un dettaglio tecnico, ma una scelta strategica. Offrire soluzioni con prestazioni costanti e un impatto ambientale certificato significa dare alle Cantine strumenti concreti per rafforzare il proprio posizionamento sul mercato”.

