Roma, 23 gen. (askanews) – “Nel testo depositato, assume per la prima volta un ruolo esplicito e centrale la volontà della vittima e si estrinseca la sua volontà di autodeterminazione quale insuperabile baluardo rispetto a qualsiasi approccio sessuale”: con queste parole Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, ha respinto, in una intervista al Corriere della sera, le critiche che le sono giunte da parte delle opposizioni per il testo dal lei proposto, in qualità di relatrice, sul ddl già approvato con consenso bipartisan dalla Camera sulla violenza sessuale, che introduceva il concetto del “consenso libero e attuale”.
“Se oggi il Codice penale punisce soltanto alcune ipotesi di violenza, come quelle con minaccia o costrizione, con il nuovo testo – ha rivendicato l’esponente leghista – si garantisce una protezione delle vittime a 360 gradi, sottolineando che è reato ogni atto contro la loro volontà. È rilevante anche una seconda novità. È stato poi introdotto il reato di freezing. Nei casi in cui la vittima resta paralizzata dalla paura di fronte al suo aggressore, a volte l’imputato viene assolto perché sostiene di non aver potuto capire quale fosse la volontà della donna. È per superare queste decisioni veramente inaccettabili, che è stato previsto che anche nei casi di freezing, cioè quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso. Quindi, è sempre reato se manca una manifestazione chiara”.
Alla domanda se il suo testo possa rispecchiare l’accordo raggiunto in occasione del passaggio della legge alla Camera fra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, Bongiorno ha replicato: “L’accordo non riguardava gli aggettivi da usare, ma la sostanza. Si voleva un testo che valorizzasse la volontà delle donne, ed è esattamente quello che ho presentato”.

