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Vittima amianto, Tribunale di Siracusa condanna il Ministero della Difesa

redazione

Vittima amianto, Tribunale di Siracusa condanna il Ministero della Difesa

giovedì 19 Novembre 2020 - 18:09
Vittima amianto, Tribunale di Siracusa condanna il Ministero della Difesa

Lo Stato dovrà risarcire gli eredi di Salvatore Arcieri, arruolato nella Marina militare nel 1957 ed esposto a polveri e fibre usati nelle unità navali. Secondo i giudici le cause della sua morte, un mesotelioma pleurico, sono correlate all'esposizione al minerale-killer

SIRACUSA – Il Tribunale di Siracusa ha condannato il ministero della Difesa a riconoscere agli eredi di Salvatore Arcieri i benefici economici ed assistenziali connessi allo status di vittima del dovere e, in particolare, al pagamento di 200 mila euro, al riconoscimento di due assegni mensili, uno non reversibile da 500 e l’altro di poco più di mille euro, al riconoscimento dell’assistenza psicologica, e all’esenzione della partecipazione alla spesa per ogni tipo di prestazione sanitaria e farmaceutica.

Salvatore Arcieri, arruolato nella Marina militare nel 1957, nel corso della sua attività di servizio, è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto perché tale minerale, ovvero materiali che lo contenevano, erano stati utilizzati sia nelle unità navali sia nelle installazioni della marina militare italiana. Salvatore Arcieri, che ha lasciato una moglie e cinque figli, è deceduto nel 2009 all’età di 68 anni, per mesotelioma pleurico.

Nella consulenza tecnica di ufficio, si legge che Salvatore Arcieri “è deceduto per le manifestazioni patologiche evolutive di un mesotelioma pleurico; tale affezione è da ritenere, con elevatissima probabilità razionale, causalmente correlata all’esposizione ad amianto; è da ritenere probabile che il pur breve periodo di servizio prestato nella Marina Militare Italiana abbia comportato una esposizione all’amianto in grado di innescare il processo neoplastico, così assumendo rilievo concausale unitamente alle ulteriori altrettanto probabili esposizioni”.

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