Voglia di ripartenza, ma dicembre è a tinte “nere” - QdS

Voglia di ripartenza, ma dicembre è a tinte “nere”

Pietro Vultaggio

Voglia di ripartenza, ma dicembre è a tinte “nere”

sabato 12 Dicembre 2020 - 00:00
Voglia di ripartenza, ma dicembre è a tinte “nere”

Vendite in calo secondo i dati presentati da Confcommercio: la pandemia sta causando una crisi economica senza precedenti. Il trend è migliorato rispetto allo scorso mese di maggio dove erano pochi i segmenti che registravano un segno positivo

PALERMO – Vendite ancora in calo, secondo i dati presentati dal direttore generale di Confcommercio Mariano Bella. La pandemia sta causando una crisi economica senza precedenti: le famiglie italiane acquistano meno, con un conseguente calo del consumo di dodici punti percentuali, rispetto allo scorso anno.

Dicembre, mese dell’acquisto per eccellenza, subisce un notevole stop: Confcommercio registra una riduzione della quota di coloro che faranno i regali di Natale, il 74% rispetto all’87% del 2019. Di contro, per l’associazione di categoria c’è una voglia di reagire a questa situazione e lo dimostra la cifra media che si dedicherà ai regali, di poco più bassa rispetto allo scorso anno (164 euro contro i 170 euro del 2019) ed il mese di dicembre, che per l’aspetto commerciale vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, resta comunque il mese più importante dell’anno.

Una nota positiva è rappresentata, leggendo il report, dalla crescita di 80 miliardi di euro in forma liquida dei risparmi dei cittadini nei primi sei mesi del 2020, rispetto alla prima fase del 2019. “Nel complesso, dunque, il mese di dicembre sarà una reazione vitale per l’oggi ed una promessa per il futuro: come già accaduto nel terzo trimestre dell’anno, le famiglie sono pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorerà”, questo il messaggio di Confcommercio che, di certo, fa ben sperare, in uno dei periodi più bui della storia italiana dal secondo dopo guerra.

Il trend è migliorato rispetto allo scorso mese di maggio dove erano pochi i segmenti che registravano un segno positivo: l’alimentazione domestica, le comunicazioni e l’energia erano e lo sono tutt’ora tra i pochi settori sopra i livelli di un anno fa.

Sulla velocità della ripartenza e sul suo consolidamento si gioca il futuro del Paese. La fiducia è un aspetto fondamentale su cui batte Confcommercio: aspettative future negative minano lo stato mentale delle famiglie, spingendole ad atteggiamenti ancora più prudenti nei confronti del consumo, con il pericolo di frenare il recupero.

“I segnali di ripresa sono evidenti già da maggio – fanno sapere i vertici di Confcommercio – e sono stati confermati anche a giugno, quando nei primi giorni lavorativi la crescita delle percorrenze di veicoli pesanti sulle strade italiane è aumenta del 9,6%. Al rimbalzo congiunturale del 10,4% del PIL – continuano -, stimato per il mese di maggio, avrebbe fatto seguito un contenuto +4,7% a giugno. Nel complesso del secondo trimestre, la riduzione del PIL sarebbe del 17,4% congiunturale e del 21,9% su base annua”.

Queste cifre rendono ben chiara l’entità della montagna che il Paese deve scalare. “L’impossibilità di spostarsi tra regioni, i limiti su cenoni, pranzi e ricongiungimenti, unitamente alle difficoltà economiche di una consistente fetta di popolazione, porteranno ad una contrazione complessiva del settore commerciale del -20%”.

Ad esprimersi anche il Codacons che aggiunge: “Saranno quasi 3 su 10 (il 28%) gli italiani che non faranno quest’anno alcun regalo di Natale, perché impossibilitati ad incontrare amici e parenti o a causa delle difficoltà economiche attuali. A ridursi anche la spesa per gli addobbi – conclude Codacons – della casa (-15%) e, per la prima volta, i consumi alimentari subiranno un tonfo (-10%, pari a circa -500 milioni di euro tra Natale e Capodanno)”.

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