Roma, 12 mar. (askanews) – “Quando si parla di tutela della biodiversità e di protezione di una specie importante come il lupo, le decisioni dovrebbero essere prese nell’ambito di una strategia a lungo termine, supportate da dati completi e piani integrati”. Così Valeria Salvatori, ricercatrice e responsabile del Progetto UE Life Wild Wolf, un progetto finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea, a proposito del ‘declassamento’ del lupo.
“Il voto definitivo espresso dall’Aula del Senato – sottolinea Salvatori – dovrebbe essere adesso associato ad un piano strutturato, che manca da oltre 15 anni in Italia. Il tema della tutela del lupo è molto serio e complesso, così come della coesistenza con le attività umane, ma per non perdere il prezioso lavoro fatto in questi decenni, grazie al qual il lupo da specie quasi estinta è tornato a una popolare la nostra Penisola bisogna mantenere saldi tre cardini: continuare a muoverci nel perimetro e nel rispetto della normativa comunitaria, investire maggiormente in programmi di monitoraggio e con trasparenza condividerne i risultati, rafforzare l’impegno nella valutazione dell’efficacia dei prelievi per la soluzione di situazioni critiche. È importante che la decisione presa dal Parlamento venga accompagnata da misure tecniche che garantiscano la risoluzione dei complessi esistenti come quello degli esemplari confidenti o delle predazioni, e non rappresenti solo una decisione politica presa sull’onda emotiva”.

