Roma, 15 mar. (askanews) – Da 65 anni associato in modo stabile al WWF, il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) è divenuto il simbolo delle specie animali minacciate di estinzione. In occasione della Giornata mondiale del panda (16 marzo) il WWF ricorda come, inserita inizialmente nella lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come “In Pericolo”, questa iconica specie oggi stia un po’ meglio. Come la tigre, si è riusciti a invertire un trend negativo che appariva molto vicino a una condanna. La svolta sono stati i numerosi progetti di conservazione portati avanti negli ultimi 60 anni dal WWF, che lo ha eletto a sua bandiera, e da numerose NGO cinesi, con la collaborazione dei governi locali. E così il panda nel 2016 ha potuto passare da “In pericolo” a “Vulnerabile”: una svolta per il futuro di una specie amata in tutto il mondo. Un censimento promosso dal governo cinese stimava infatti la presenza di 1.864 individui, con una crescita del 17% della popolazione. Questa stima, seppur riferibile agli ultimi anni, è tutt’ora valida, dato incoraggiante se ad essa poi si aggiunge il numero di almeno 800 individui di panda gigante presenti in strutture come giardini zoologici, istituzioni e centri di ricerca, dove vengono portati avanti progetti di riproduzione in cattività.
In passato il panda gigante era ampiamente diffusa in Cina, in Vietnam e in Myanmar, ma già nella prima metà del ventesimo secolo la sua sopravvivenza veniva messa alla prova da una forte frammentazione dell’habitat naturale: le foreste di bambù. Alla base di questa drastica riduzione vi è l’attività di deforestazione per far fronte alle necessità di una Cina che andava incontro ad una conversione agricola senza precedenti. Non solo la riduzione della disponibilità alimentare, ma anche l’isolamento genetico delle popolazioni hanno portato a difficoltà riproduttive e ad un tasso di natalità estremamente basso, fino a ridurre la popolazione a circa 1.100 individui negli anni 80 del secolo scorso.
Dagli anni ’60, grazie anche agli sforzi del WWF, il numero di riserve naturali dedicate al panda gigante è cresciuto fino a 62, coprendo più di 16.000 kmq di foresta. Sono cresciuti anche i “corridoi verdi”, che collegano tra loro le aree protette. Nel 2007 poi, il WWF ha lanciato il “Green Heart of China Project”, che mira a rafforzare la protezione dell’habitat del panda e degli ecosistemi associati, promuovendo lo sviluppo di un approccio integrato alla pianificazione del territorio e alla conservazione. L’area del progetto copre oltre 57.000 km², estendendosi da ovest a est e da nord a sud attraverso il bacino superiore dello Yangtze. Il lavoro del WWF con le comunità locali nelle aree più critiche dell’area continua a garantire che la conservazione sia direttamente collegata al benessere delle popolazioni locali.

