Sale il livello di sorveglianza a Palermo dopo gli ultimi episodi allo Zen con gli spari contro la chiesa San Filippo Neri e alcune case dei padiglioni. Per la giornata di giovedì il prefetto Massimo Mariani ha convocato in prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza: l’obiettivo è quello di pianificare gli interventi e sostenere l’azione di don Giovanni Giannalia.
Nel frattempo dalla Prefettura di Palermo sono stati disposti una serie di controlli e perquisizioni: uno di questi provvedimenti ha portato al sequestro di numerose armi e munizioni nascoste tra i padiglioni dello Zen: nella mattina del 5 gennaio in via Fausto Coppi sono state sequestrate tre pistole che erano nascoste nello scantinato di un edificio limitrofo alla chiesa di San Filippo Neri, vittima nei giorni scorsi di attacchi intimidatori. Nel dettaglio gli agenti hanno rivenuto una pistola modello 85 auto calibro 9 e una calibro 8, una marca Bruni modello 92. Rinvenuto, inoltre un caricatore, il calcio di un fucile privo di canna e numerose munizioni, sulla cui natura sono in corso accertamenti.
In altro scantinato del quartiere, precisamente in via Pensabene, è stata rinvenuta una cassaforte murata al pavimento, all’interno della quale era custodita un’ altra pistola, semiautomatica mono filare, con delle munizioni. Ingente anche il numero di munizioni rinvenute che ammontano a circa 1.550 pezzi tra cui munizionamento per kalashnikov, per calibro 9, 12, 16, 7.65, 38, 357, rinvenuti anche sei bossoli cal. 3,57 e sei ogive.
Blitz allo Zen, non solo armi: sequestrata droga e ritrovata moto rubata
Nel corso dei controlli sono state, altresì, rinvenute 16 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina (16,80 grammi) ed un bilancino di precisione, tutto posto sotto sequestro a carico di ignoti. Rinvenuta e riconsegnata al legittimo proprietario anche una moto di grossa cilindrata, in precedenza rubata.
Nella giornata di ieri, giorno dell’Epifania, nella chiesa di San Filippo Neri si è svolta una messa presieduta dall’arcivescovo Corrado Lorefice per mostrare ancora una volta vicinanza a un quartiere molto spesso vittima di criminalità. Nella sua omelia Lorefice non ha risparmiato critica e autocritica invitando sostanzialmente tutti per gli errori (di valutazione, di gestione, di politiche) del passato a riflettere e a fare la propria parte, ringraziando chi già lavora duramente per migliorare il quartiere periferico nel capoluogo siciliano e al tempo stesso esortando i violenti a smetterla con la delinquenza e a cambiare vita, a ripatire. E dare una risposta anche ai tanti abitanti dello Zen che vogliono fatti concreti come esposto in uno striscione apparso all’esterno della chiesa.
Le associazioni di volontariato che operano nel quartiere chiedono anche interventi educativi e una maggiore coordinazione delle attività: oltre 200 persone hanno preso parte al sit-in convocato dalle associazioni del quartiere di fronte la parrocchia San Filippo Neri. Davanti all’ingresso uno striscione con appunto il messaggio chiaro: “Vogliamo fatti concreti”.
Fonte immagine:
Sicilarch, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia CommonsIscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI

