La Serie A dei bilanci: Palermo e Catania si confermano club ai massimi livelli - QdS

La Serie A dei bilanci: Palermo e Catania si confermano club ai massimi livelli

Andrea Carlino

La Serie A dei bilanci: Palermo e Catania si confermano club ai massimi livelli

giovedì 25 Ottobre 2012 - 07:00

I conti economici delle due squadre siciliane nella massima serie ai raggi X: buone performance per entrambe. Le due società di calcio dipendono, però, troppo dagli introiti dei diritti tv e del calciomercato

CATANIA – La situazione finanziaria dei club di calcio è diventata con il passare degli anni sempre più delicata. Un recente studio della Deloitte (società di revisione dei conti) ha messo in luce come il calcio internazionale non sembra risentire particolarmente della crisi economica.
Si tratta di un’industria che produce 4,4 miliardi di euro l’anno, con ricavi in crescita. Si conferma lo strapotere di Spagna, Inghilterra e Germania, mentre le squadre italiane appaiono in declino. Perché si affidano a una concezione del calcio padronale e antiquata.
Tanto che i loro ricavi derivano principalmente dalla vendita dei diritti tv, mentre per lo più snobbano gli accordi commerciali, vivendo essenzialmente sulle transazioni dei calciatori. Qual è la situazione economica di Palermo e Catania, le due società siciliane che giocano attualmente in Serie A.
Palermo
La squadra è stata acquistata nel 2002 da Maurizio Zamparini. La società era in mano alla famiglia Sensi che cedette il pacchetto azionario delle quote all’imprenditore veneto (che aveva da poco venduto ad industriali francesi i supermercati Emmezeta) per una cifra vicina ai 15 milioni di euro. I ricavi del Palermo dal 2003 al 2011 sono aumentati, passando da 13 milioni di euro del 2003 a 64 nel 2011. La voce, però, cresce grazie ai proventi dei diritti televisivi (1,8 nel primo anno di A, 39 lo scorso anno). Aumentano anche i costi di produzione (30 milioni nel 2003 fino a 78 nel 2011). I versamenti in conto capitale sono stati di 59 milioni di euro (con un picco nel 2003/04 con 30 milioni di euro.
Nel dettaglio l’ultimo bilancio si chiude con un utile di 7,8 milioni di euro a fronte della perdita dell’esercizio precedente (grazie alle plusvalenze e alla cessione di Pastore al Psg ceduto per 39 milioni di euro). Il totale dell’attivo al 30/06/2011 ammonta a 107,8 milioni. I crediti ammontano a 40 milioni (41,2 nel 2009/10), con un decremento del 2,88%. Il patrimonio netto è positivo per 30,1 milioni. Il totale dei debiti ammonta a 60 milioni di euro di cui 19 milioni verso le banche (debiti a breve termine), 7,4 per debiti verso soci per finanziamenti, 7,2 verso i fornitori, 3,9 debiti tributari.
Un mutuo a breve termine, con scadenza maggio 2012, di 10 milioni con l’Istituto per il Credito Sportivo per ottenere l’anticipazione dei diritti televisivi. I debiti tributari riguardano l’Iva di giugno versata a luglio per quasi 100 mila euro e le ritenute Irpef riguardanti le mensilità di maggio e giugno per 2,4 milioni, versate a luglio e agosto.
Il valore della produzione è aumentato a 98,2 milioni da 68,5 milioni. La ragione di tale incremento è da ricercare nell’aumento dei diritti televisivi e nell’esplosione delle plusvalenze, quest’ultime balzate a 25 milioni di euro (incidenza sulla produzione pari al 25%). I proventi da diritti televisivi sono stati valutati nell’ordine di 40 milioni di euro (incidenza del 41%). I proventi commerciali registrano solo un’incidenza del 7,5% sul valore della produzione. I contributi in conto esercizio sono pari a 4,6 milioni e registrano un incremento del 53,06%, con un’incidenza del 4,69% sul valore della produzione.
Di questi 4,5 milioni provengono dalla Lega Calcio e la restante parte dalla Regione siciliana. I costi della produzione risultano aumentati a 85,1 milioni. L’incidenza del costo del personale sul valore della produzione è del 37.18%.
Da segnale la voce spese amministrative, pubblicitarie e generali”, che è passata da 3,7 milioni del 2009/10 a 7 milioni del 2010/11 (riguardano le consulenze esterne in sede di calciomercato). Secondo gli amministratori i ricavi del Palermo al netto delle attività di calciomercato dipendono per circa il 60% dai diritti TV e per il 2011/12 tali ricavi non subiranno modifiche sostanziali. Questione stipendi: il Palermo destina per gli emolumenti ai giocatori 23,4 milioni di euro (su 27 giocatori) con Miccoli il più pagato (1,2).
Catania
Invece il Catania è stato acquistato dall’attuale presidente Antonino Pulvirenti, nel maggio 2004, da Luciano Gaucci (dopo aver tentato invano di acquisirlo nel 2000) per circa 15 milioni di euro.
Negli anni la società rossazzurra ha attuato un’attenta politica di gestione basandosi sulla diversificazione ed aumento delle entrate, sempre legate ai diritti televisivi, investimento nei settori giovanili e nelle infrastrutture sportive. Il contenimento dei costi mai superiori ai ricavi d’esercizio.
La società è in mano per il 95% alla Finaria S.p.A con il rappresentante legale Antonino Pulvirenti, mentre il restante 5% è di proprietà della società Meridi Srl con a capo Angelo Vitaliti.
Il bilancio 2010/11 del Catania ha registrato un utile di 6,5 milioni di euro migliorando l’ultimo bilancio del 2009/201 di ben 3,9 milioni. Il 29,9% delle attività del Catania è rappresentato da crediti, che aumentano da 27,4 a 33,1 milioni, segnando un incremento del 20,8%. I crediti verso società calcistiche entro l’esercizio successivo ammontano a 15,7 milioni, mentre quelli oltre l’esercizio successivo ammontano a € 6.780.000. Il credito verso la Juventus ammonta complessivamente a 8 milioni, mentre il credito verso l’Ascoli è pari a 3,9 milioni. Il patrimonio netto è positivo per 25 milioni di euro e finanzia il 23% dell’attivo.
La maggior parte delle passività riguarda i debiti che ammontano a 79 milioni. Questa voce finanzia il 71% delle attività. I debiti verso le banche aumentano da 12,7 a 24,16 milioni.
Di questi ben 22,6 hanno una durata superiore all’esercizio successivo e per la maggior parte riguardano il mutuo contratto con l’Istituto del Credito Sportivo. I debiti verso le società sportive per calciomercato ammontano, in totale, a 16,7 milioni, mentre i debiti tributari ammontano a 2,7 milioni, di cui 1,1 riguardano ritenute Irpef dipendenti da versare.
Per quanto riguarda i ricavi Il valore della produzione è aumentato da 45,4 a 55,3 milioni, segnando un incremento del 21,8%. I ricavi da gare diminuiscono da 5,9 a 4,3 milioni, con una diminuzione del 27,7%. A causa soprattutto del calo abbonamenti, diminuiti di € 849.265. I proventi da cessione diritti TV aumentano da 25,9 a 26,8 milioni. Tali ricavi rappresentano il 48,6% del valore della produzione.
Molto importante è stato l’apporto delle plusvalenze che sono passate da 5,6 a 15,7 milioni. I costi della produzione sono aumentati in misura meno che proporzionale all’aumento del valore della produzione, essendo pari a 45 milioni ed avendo registrato un incremento del 9,3%. Il costo del personale è aumentato da 17,3 a 19,3 milioni ed incide sul valore della produzione, in modo “virtuoso”, solamente per il 34,9%. I costi per servizi sono aumentati a quasi 10 milioni di euro.
L’incremento maggiore riguarda la voce costi per tesserati, passata da 1,7 a 3,9 milioni. L’utile netto di esercizio è pari a quasi 6,5 milioni e migliora il risultato netto del 2009/10 che era positivo per 2,5 milioni
Il bilancio 2010/11 del Palermo e quello del Catania rientrano nei parametri stabiliti dal Regolamento del Fair Play Finanziario della Uefa.

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