Attenti a passare... col verde! Richiesta comunque la prudenza - QdS

Attenti a passare… col verde! Richiesta comunque la prudenza

Massimo Piccolo

Attenti a passare… col verde! Richiesta comunque la prudenza

domenica 04 Novembre 2012 - 00:00

Sentenza della Corte di Cassazione: “assegnato” il 30% di responsabilità

PALERMO – D’ora in poi, attenti a passare col “verde”. Così pare aver deciso la Terza Sez. Civ. della Corte di Cassazione, che, con la sentenza n. 17895 del 18.10.2012, ha stabilito che, in tema di circolazione stradale, “il conducente che impegna un incrocio disciplinato da semaforo, ancorché segnalante a suo favore “luce verde”, non è esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida, che, pur non potendo essere richiesta nel massimo, stante la situazione di affidamento generata dal semaforo, deve tuttavia tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti nell’incrocio”, e pertanto (ma non solo per questo, vedi oltre), “Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali del presente giudizio”.
Il ricorso oggetto della sentenza in argomento, era quello di una ragazza che, percorrendo un incrocio semaforico col “verde” era stata investita da altro utente passato con il “rosso”.
La ragazza investita aveva chiesto che venisse riconosciuta la totale colpa dell’investitore, ma, sia il Tribunale di prima istanza, che la Corte d’Appello adita, le avevano dato parzialmente torto, imputandole un “concorso di colpa” pari al 30 per cento.
Non era infatti in discussione “la circostanza dell’avvenuto passaggio del ciclomotore del C. in presenza del semaforo rosso, così come non era più controverso che la collisione si verificò mentre il semaforo era verde per la stessa”.
Affermava altresì la Corte, che “le incertezze evidenziate dal CTU circa la posizione “post-urto” della Yamaha si ripercuotevano inevitabilmente sia nell’approssimazione della determinazione della velocità rispettiva dei veicoli sia nell’individuazione del punto esatto di strisciamento tra di essi.
Ergo: “ne derivava, ad avviso della Corte territoriale, una situazione nella quale, certa la preponderante responsabilità del C. per il sinistro, non era possibile accertare se la condotta della R. fosse esente da ogni colpa, come richiesto dall’art. 2054 c.c., sia in punto velocità che in punto posizione della moto. Pertanto, come sopra detto, la Corte di Cassazione, ritenendo ineccepibile la logica del giudice di seconda istanza, si é uniformata alla sentenza di secondo grado, e, in modo consequenziale, ha ritenuto di condannare la R. (l’investita), alle spese processuali, ritenendo appunto infondato il gravame cui la ricorrente aveva dato inizio.
Per il futuro quindi, anche in presenza di “disco verde”, sarà cosa buona e giusta attraversare gli incroci semaforici con molta prudenza. Poiché, come visto, in mancanza di altri riscontri certi, oltre l’acclarato incidente, ci si può trovare a concorrere al risarcimento dei danni.

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