Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio firma la sua prima direttiva: è quella che riguarda la partecipazione dei parlamentari locali ai tavoli di crisi aziendale.
La novità, annunciata stamane da Di Maio è contenuta in una direttiva emanata ieri.
La notizia si apprende dalla senatrice del M5s Antonella Campagna che in un post spiega: "D’ora in avanti anche i parlamentari di maggioranza e opposizione potranno partecipare al Mise alle riunioni plenarie sulla gestione di crisi di impresa".
Le riunioni plenarie, rimaste finora off limits ai parlamentari eletti dai cittadini – spiega la senatrice – saranno allargate a un massimo di 4 parlamentari, due della maggioranza e due dell’opposizione".
Secondo Campagna "la direttiva rappresenta una novità assoluta: nessun ministro prima d’ora aveva firmato un provvedimento simile, che assicura trasparenza e maggiore partecipazione dando la possibilità ai parlamentari di avere un quadro, in presa diretta, sulle trattative tra Governo, azienda e sindacati, che riguardano centinaia di realtà in crisi e la vita di migliaia di lavoratori.
Non solo, il provvedimento poi prevede l’attivazione sul sito web del ministero dello Sviluppo economico di un sistema di prenotazione, che deputati e senatori potranno utilizzare per chiedere di prender parte alle riunioni e i criteri da seguire. E’ un primo passo, che va nella direzione giusta, è uno dei primi atti del ‘Governo del Cambiamento’".
Nel caso in cui le prenotazioni di parlamentari siano più di 4 – si legge nel testo della Direttiva – "il criterio preferenziale è riconosciuto al Parlamentare del collegio elettorale ove si manifesta la crisi di impresa secondo l’ordine cronologico della richiesta". C’è però un limite per i parlamentari che partecipano: "tenuto conto che la gestione delle vertenze delle imprese in crisi rappresenta un momento dell’attuazione della politica generale dell’esecutivo i Parlamentari possono partecipare alle riunioni plenarie esclusivamente nella veste di uditori".
