Le partecipate riciclano i “trombati” - QdS

Le partecipate riciclano i “trombati”

Riccardo Bedogni

Le partecipate riciclano i “trombati”

martedì 01 Settembre 2009 - 00:00

Sottogoverni. Gli incarichi politici nelle Spa comunali.
I dati nascosti. Solo un Comune su quattro (105 su 390) ha inviato nomi e compensi al ministero per la Pa. Così, la trasparenza auspicata dal ministro Brunetta viene puntualmente elusa.
L’Anci. L’associazione dei Comuni è a conoscenza della situazione ma non si è mai preoccupata di raccogliere dati. Il segretario Piraino: “Un fenomeno atavico, strumentale alla politica”.

PALERMO – Nell’universo degli sprechi di denaro pubblico, la galassia dei consorzi e delle società partecipate dagli Enti locali occupa una posizione centrale. L’operazione trasparenza intrapresa dal ministro Brunetta, pur non ponendo un freno all’utilizzo dei nostri soldi a favore di pochi, permette di comprendere quanto meno a chi e dove vanno a finire.
Gli elenchi pubblicati sul sito internet del ministero per la Pa sono, infatti, un utile strumento per sapere percentuali di partecipazione, oneri finanziari, nomi dei rappresentanti dell’Ente in qualità di presidenti, di consiglieri d’Amministrazione, o con altri ruoli, che rientrano negli assetti politici e nel gioco delle poltrone, ma, soprattutto, quanto arriva nelle loro tasche. Gli Enti locali siciliani che hanno comunicato al ministero la loro partecipazione a consorzi e società per il 2009 sono ben 105. Scorrendo l’elenco si riscontra la presenza di piccoli Comuni con partecipazioni particolarmente onerose e risalta l’assenza, per mancata comunicazione, di tre Comuni capoluogo quali Catania, Enna e Agrigento, mentre tra le Province non sono pervenuti al ministero i dati di Ragusa e Messina.
Concentrandosi sui comuni minori, oltre alle partecipazioni più o meno onerose alle varie Ato, si evidenziano alcune strutture consortili o societarie che hanno tutta l’aria di essere costruite ad hoc. È il caso del Comune di Carini, in provincia di Palermo, che nella Servizi Comunali Rsu Spa ha una percentuale di partecipazione del 19% con un onere finanziario che supera i 4 milioni di €. Qui, Antonino Caruso (Pdl), consigliere del cda ha un trattamento economico di 12.000 € all’anno, mentre Antonino Tranchina, come componente del Collegio, intasca 20.668 €.
Altro caso che si fa notare è la partecipazione del Comune di Gela alla Società Ghelas Multiservizi Spa con oltre 4,5 milioni di €. I due rappresentanti del Comune sono il presidente del Cda, Liliana Maria Ausilia Bellardita, e il vice presidente Calogero Marchese, che intascano rispettivamente 40.000 e 10.000 € all’anno. Singolare è la partecipazione del Comune di Piraino, nel messinese, al Consorzio Ripopolamento Ittico dei Nebrodi, con una percentuale del 4,55% e un onere finanziario non pervenuto, ma il trattamento economico del rappresentante del Comune, Angelo Mancuso, in qualità di vice presidente supera i 22.000 €. Pari a zero risulta, invece, il trattamento economico dei rappresentanti pubblici in seno al Coinres, il consorzio tra i Comuni dell’Ato PA4 per la gestione unitaria e integrata dei rifiuti solidi urbani. La partecipazione più alta è del Comune di Bagheria, con oltre 6 milioni di €, seguito da Ficarazzi con poco più di 1 milione, mentre degli altri Comuni che vi partecipano è riportato solo il dato di Ventimiglia di Sicilia. Partecipazioni importanti si ritrovano anche nella Dedalo Ambiente Ag3 Spa, in provincia di Agrigento: il Comune di Licata mette oltre 5 milioni di €, ma anche Camastra, Ravanusa e Palma di Montechiaro hanno oneri finanziari non inferiori al milione di €. Importanti sono pure le partecipazioni di alcuni Comuni del palermitano alla Ecologia e Ambiente Spa, prima tra tutte quella del Comune di Termini Imerese, di 4,8 milioni di €, ma anche di Collesano, Isnello e Pollina, piccoli comuni che insieme partecipano per oltre 1,5 milioni. Peccato, però, che nell’elenco del ministero, per questa società manchi il trattamento economico dei rappresentanti. Tra i Comuni non capoluogo che detengono il 100% di una multiservizi, quello di Modica, che nella Modica Rete Servizi Srl ha un onere finanziario superiore al milione di €.
L’amministratore unico, Silvestro Iabichella (candidato Mpa, non eletto alle ultime elezioni del Consiglio comunale), prende 19.200 € all’anno. Militello in Val di Catania, invece, non ha comunicato l’onere finanziario, né il nome e il trattamento economico dei rappresentanti nella Comune di Militello Val di Catania Multiservizi srl. Come è evidente, i nomi e i compensi rilevano anche aspetti particolarmente curiosi: lo è senz’altro il “riciclaggio” di uomini politici che hanno fallito all’appuntamento con le urne: i cosiddetti “trombati”.
Di questi soggetti son piene le Spa comunali. Per esempio, sempre in seno all’agrigentina Dedalo Ambiente, il presidente del Cda, Filippo Arcieri è uomo vicino al Pdl: non sembrerebbe, a leggere i dati, avere alcun trattamento economico mentre, da informazioni acquisite direttamente dal QdS, risulta che riceva una indennità di carica di oltre 25.000 euro. Il suo vice Angelo Amato (ex vice sindaco del Comune di Palma di Montechiaro ed esponente del Pd) e i componenti del Cda Gioacchino Allegro (rappresentante del Comune di Camastra, vicino all’Mpa) e Rosario Miceli (rappresentante del Comune di Ravanusa, in quota Mpa) mettono da parte ogni anno 11.700 €. Ma gli esempi non finiscono qui. Come non finiscono i tanti silenzi. “L’Anci sicilia non ha mai preso in considerazione il tema delle società partecipate”: lo conferma il segretario dell’associazione, Andrea Piraino, che aggiunge: “Non abbiamo un’anagrafe degli amministratori di questi consorzi e società”. Secondo Piraino, si tratta di un fenomeno atavico strumentale alla politica, in cui l’Anci Sicilia non è mai entrata nel merito delle scelte. “Potrebbe anche darsi – conclude Piraino – che un dibattito si possa rivelare utile, ma finora non c’è stato”.
(Hanno collaborato: Luca Insalaco, Paolo Picone, Francesco Torre)

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