Economisti guardano con favore all’esperienza dello Scec di Erice - QdS

Economisti guardano con favore all’esperienza dello Scec di Erice

Vincenza Grimaudo

Economisti guardano con favore all’esperienza dello Scec di Erice

sabato 19 Settembre 2009 - 00:00

Il buono, distribuito da circa cinquanta attività commerciali e artigianali, affianca l’Euro per gli acquisti. Lo sconto, che vale dal 10 al 30%, viene riutilizzato dai rivenditori del circuito

ERICE (TP) – Una moneta di esclusiva competenza territoriale per rilanciare l’economia locale e nazionale. Un messaggio lanciato da Erice da due grandi esperti economisti, Nino Galloni e Marco Della Luna.
Non è stata una casualità la scelta della cittadina normanna. Infatti, da qualche mese è in circolazione in paese lo “Scec”, abbuono che funziona come vera e propria moneta complementare da affiancare all’euro, su iniziativa dell’associazione “Isola”.
Una iniziativa che ha avuto un grande riscontro e che in sostanza conferma la tesi degli economisti i quali hanno potuto messo tutto nero su bianco, realizzando un libro dal titolo “La Moneta Copernicana”, presentato contestualmente presso l’Aula Magna del Corso di laurea in Archeologia Navale,- Consorzio universitario della Provincia di Trapani.
Galloni e Della Luna hanno parlato delle potenzialità rigenerative della moneta, oscure ai più al fine di tenere la società e la politica in una condizione di dipendenza: “Questo dimostra – asseriscono – che ruotando il denaro intorno all’uomo, e non viceversa come il sistema tende a farci percepire, questo determina il suo valore e consente alla società di avere una moneta libera dal debito”.
Tesi affascinante che ovviamente condivide l’associazione che, nel suo piccolo, ha potuto constatare la riuscita dell’iniziativa. Sono infatti oltre una cinquantina le attività commerciali, professionali ed artigiane che hanno dato la loro disponibilità a spendere presso la propria attività questo abbuono distribuito nel territorio con oltre 18 mila Scec.
Lo Scec (Solidarietà Che Cammina) è uno strumento gratuito e distribuito con criteri univoci e trasparenti uguali in tutte le zone d’Italia che aderiscono al progetto Arcipelago.
“Il fine – dice l’associazione – è quello di immettere liquidità nel territorio, rivitalizzando l’economia locale e ancorando al territorio la ricchezza prodotta”.
Lo Scec fiscalmente è assimilabile ad un abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Il buono locale, essendo distribuito gratuitamente, non crea debito come accade per la creazione monetaria cartacea ed elettronica. Gli esperti economisti presenti ad Erice, oltre ad esporre le basi scientifiche di questa rivoluzione monetaria, hanno formulato un articolato e concreto piano di risanamento e rilancio dell’economia su basi eque, sostenibili e trasparenti.
“Urge – dicono ancora Galloni e Dalla Luna – conferire agli Stati, Italia inclusa, la sovranità monetaria, il cui cardine è l’emissione pubblica e diretta della moneta, senza inutili e rapaci intermediari”.
Il buono monetario immesso ad Erice si concretizza in una sorta di sconto che vale dal 10 al 30 per cento del prodotto della merce messa a disposizione dal commerciante o imprenditore che si inserisce nel circuito. Tutto è nato per contrastare fattivamente il continuo impoverimento dell’economia locale.
Il fattore positivo è che lo Scec può essere riutilizzato dal commerciante che lo ha ricevuto dal cliente all’interno delle imprese, professionisti, produttori che aderiscono al circuito in tutta Italia.

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