Roma, 24 lug. (askanews) – Si annunciano due settimane di passione tra Camera e Senato per la maggioranza. Il Parlamento deve condurre a meta alcuni dossier prima della pausa estiva, mentre il dibattito pubblico prosegue infuocato sul caso Roggero, la vicenda di Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir, la ‘partita’ che si sta giocando sulle chat dell’ex sottosegretario Delmastro con le opposizioni che puntano il dito contro il governo Meloni che, accusano, non si ‘cura’ delle emergenze del paese, a partire dal caro-carburanti.
PROSSIMA SETTIMANA SENATO. Il primo punto all’ordine del giorno al Senato martedì prossimo è il dl Giustizia-immigrazione che arriva all’esame dell’assemblea senza il mandato ai relatori. Lo ‘schema’ prevede quindi che le modifiche – alcune ritenute necessarie – si votino in aula. Il centrodestra deve uscire dal cul de sac sull’ampliamento delle intercettazioni che ha innescato un ostinato braccio di ferro Fdi-Fi. Sul pacchetto di richieste di modifica sui migranti la Lega potrebbe puntare i piedi e c’è poi il faro del Quirinale su un emendamento di Fratelli d’Italia sui ricongiungimenti. Sembra invece tramontata la possibilità di inserire nel decreto la questione dello stop ai risarcimenti da parte delle vittime di reati sulla scia del caso Roggero. Le opposizioni sono sul piede di guerra con almeno 500 emendamenti.
Non dovrebbe creare frizioni particolari il decreto legge sullo sport che contiene, tra l’altro, la norma approvata alla Camera sulle piscine. Non si esclude, a quanto si apprende, che l’esame del decreto possa essere avviato, dopo un passaggio lampo in commissione, anche lo stesso martedì, magari ‘offrendo’ al centrodestra tempi supplementari sui ‘nodi’ da sciogliere sul decreto Giustizia-immigrazione.
L’attenzione resta alta sulla legge elettorale, le cui audizioni si svolgeranno la prossima settimana. Governo e maggioranza puntano a stabilire un termine per gli emendamenti entro la pausa estiva, tra le proteste delle opposizioni. Al centro dei contrasti interni al centrodestra la questione preferenze.
PROSSIMA SETTIMANA CAMERA. In assemblea arrivano le missioni internazionali, tema che provoca sempre dissapori in entrambi gli schieramenti. Seguite dal ddl in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti e la ratifica dell’accordo di cooperazione Italia-Albania. All’Odg ci sono anche mozioni sull’innalzamento delle temperature e sul superamento del diritto di veto sulle decisioni in Ue, su cui la bagarre è assicurata con fronti contrapposti tra maggioranza e opposizioni. E poi la Pdl per l’istituzione della giornata nazionale ‘Enzo Tortora’ sulle vittime degli errori giudiziari. Mercoledi è atteso il voto di fiducia sul dl infrastrutture-Pnrr che deve passare al Senato e convertito entro le ferie (scade il 25 agosto, a Camere chiuse). L’assemblea di Montecitorio dovrà esaminare anche il bilancio della Camera dei deputati.
La giornata clou è giovedì quando l’aula voterà sullo stop impresso dalla giunta per le autorizzazioni all’uso delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, al centro di un’inchiesta della Procura di Roma sulla “Bisteccheria d’Italia”, in cui i due erano soci. Le opposizioni hanno fatto trapelare l’intenzione di chiedere il voto segreto rievocando il rischio di franchi tiratori dopo l’incidente sulle preferenze su cui si sono consumate le defezioni di Fi e Lega. Il confronto politico è ad alzo zero: il M5S oggi ha lanciato la campagna social con un countdown #Fuorilechat e la scelta del legale di Carroccia di depositare le conversazioni elettroniche potrebbe non bastare a neutralizzare lo scontro.
Venerdì, all’Odg ci sono il Rendiconto generale dello stato e l’assestamento di bilancio e la Pdl cinema. Il calendario prevede che arrivi da Palazzo Madama il dl Giustizia-immigrazione che però probabilmente slitterà, impacchettato da un voto di fiducia, all’ultima settimana di lavori.
E se in Senato c’è la partita sugli emendamenti alla legge elettorale, martedì a Montecitorio in commissione Affari costituzionali scade il termine per il deposito degli emendamenti al ddl antisemitismo, che ha visto un passaggio complicato per il Pd, e il cui approdo in aula comunque sarà a settembre.
PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO. L’ultima settimana di lavoro, quella di agosto, sia per la Camera che per il Senato, vedrà al centro della scena le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla clausola di salvaguardia sui 14 miliardi di maggiore flessibilità di spesa consentita dall’Ue per Difesa ed energia che il governo ha deciso di attivare. Alla Camera le comunicazioni si terranno il 5 agosto. A Palazzo Madama una capigruppo stabilirà il giorno. Anche questo passaggio non si annuncia indolore. I capigruppo di opposizione hanno chiesto in una lettera al presidente Ignazio La Russa che, prima delle comunicazioni del ministro, ci sia il pieno coinvolgimento delle commissioni competenti a garanzia del rispetto delle prerogative del Parlamento e della certezza dei parametri di finanza pubblica: “nessun mandato in bianco” di fronte a “decisioni che incidono sugli equilibri della finanza pubblica”.

