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Palermo – Buste paga alterate al Coime, così si raggirava il Comune

redazione

Palermo – Buste paga alterate al Coime, così si raggirava il Comune

venerdì 20 Giugno 2014 - 04:00
Palermo – Buste paga alterate al Coime, così si raggirava il Comune

Arrestati undici dipendenti della società pubblica di Palermo

PALERMO – Incassavano somme di denaro non dovute attraverso la modifica o l’alterazione delle buste paga: con l’accusa d’associazione per delinquere finalizzata al peculato, falso e accesso abusivo a sistema informatico, i Carabinieri hanno arrestato undici dipendenti del Coime, società partecipata del Comune di Palermo che si occupa di fornire servizi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica. Gli arrestati sono Antonino Chinnici, 53 anni, Francesco Centineo, 57 anni, Maria Rosaria Pollara 53 anni e Andrea Cucinella, 64 anni; ai domiciliari Antonio Ventura, 52 anni. Un provvedimento di sospensione dal pubblico ufficio è stato invece notificato a Salvatore Borrello, 61 anni, Giovanni Carramusa, 54 anni, Raffaele Vainolo, 60 anni, Rodolfo Santoro, 56 anni, Gaetano Fiorentino, Antonino Prester, 49 anni.
Le indagini sono state avviate nel 2011 e hanno accertato un complesso meccanismo per compiere la frode. Gli investigatori hanno spiegato il meccanismo in base al quale venivano gonfiati gli stipendi dei dipendenti coinvolti nell’inchiesta, denominata Bancomat, che ha portato all’arresto di cinque di loro e a sei misure cuatelari. In base al contratto, dopo 20 ore di lavoro avevano diritto a un’ora di permesso. Se l’ora non veniva goduta si poteva monetizzare fino a un massimo di 88 ore ogni anno da versare entro il mese di luglio. A questo punto i funzionari inserivano nel software un numero di ore pari al massimo monetizzabile e superiore a quello effettivamente maturato. Il Comune di Palermo pagava questa voce il doppio, infatti entrando nel sistema informatico la voce sullo straordinario maturato veniva inserita anche nella busta paga di agosto.
Dal 2001 al 2010 ogni dipendente coinvolto nell’inchiesta avrebbe percepito 28 mila euro per il doppio pagamento e 8.300 euro per avere avuto aumentato lo straordinario maturato. Il Comune di Palermo, inoltre, pagava lo straordinario agli operai del Coime come se l’attività fosse stata svolta di notte. La voce straordinario diurno era infatti sparita, esisteva solo quella notturna che prevedeva un aumento del 12%. Pochi numeri percentuali che sono stati un salasso per l’amministrazione. Ai cinquecento dipendenti, la gran parte dei quali ignari della truffa, questo giochetto ha fruttato complessivamente un milione di euro. La cricca si era appropriata di un altro milione di euro grazie a un magheggio.
“Un’operazione – ha commentato il procuratore aggiunto Leonardo Agueci – resa possibile grazie alla collaborazione della burocrazia comunale. Come più volte ribadito, insieme alle mele marce ci sono tanti dipendenti pubblici che compiono il proprio dovere con coscienza”.
Il sindaco Leoluca Orlando ha condannato “con sdegno e amarezza” l’accaduto. “L’amministrazione – ha aggiunto – manifesta ampia collaborazione con i Carabinieri e con la Magistratura e fornirà qualunque notizia richiesta in funzione di un rapido accertamento dei fatti”.

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