Solare, i russi lo vogliono e vengono a formarsi in Sicilia - QdS

Solare, i russi lo vogliono e vengono a formarsi in Sicilia

Gaetano Piccione

Solare, i russi lo vogliono e vengono a formarsi in Sicilia

giovedì 23 Aprile 2015 - 05:10
Solare, i russi lo vogliono e vengono a formarsi in Sicilia

Pagliaro (Cnr-Cerisdi): “La fonte naturale sta facendo dell’isola un’attrazione internazionale”. Potenziale: in Italia si producono 18 Gw con il fotovoltaico, in Germania quasi 70

PALERMO – “L’energia solare in Russia conoscerà a breve una crescita rapidissima. E il fatto che i giovani manager della Russia vengano a formarsi su questi temi in Sicilia, dove il 25% dell’elettricità viene dal sole e dal vento, mostra ancora una volta come il solare faccia della Sicilia un luogo di attrazione internazionale”.
Lo ha detto il coordinatore del Polo solare della Sicilia, Mario Pagliaro, in margine alla lecture tenuta ai giovani manager russi in formazione alla Spring School 2015 del Cerisdi (Scuola di formazione manageriale della Regione siciliana ubicata dai primi anni Novanta al Castello Utveggio), sostenuta dal ministero degli Affari esteri.
Di recente, la Russia si è dotata di una nuova legislazione per lo sviluppo del solare e sono in corso importanti investimenti tanto nella produzione dei pannelli fotovoltaici che nell’installazione di impianti solari di centinaia di megawatt.
I ricercatori del Polo solare siciliano, attivo al Cnr di Palermo dal 2008, furono fra i primi in Europa a prevedere l’imminente impatto del fotovoltaico nel sistema energetico europeo, quando gran parte dei tecnologi lo dava per impossibile. Pochi mesi fa, gli stessi ricercatori hanno quantificato l’impatto del fotovoltaico italiano sul mercato elettrico nazionale in uno studio che oggi è adottato in vari Paesi per orientare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili e la loro integrazione nel mercato dell’elettricità.
“Quando i russi – spiega Pagliaro – avranno verificato l’impatto benefico dell’elettricità solare sui costi dell’energia e sull’ambiente, doteranno il loro immenso Paese di un’infrastruttura elettrica che li porterà ad esportare elettricità fotovoltaica, proprio come avviene in questi giorni in Germania. La scorsa settimana, infatti, la potenza fotovoltaica tedesca collegata alla rete ha toccato il record di 27,7 GW (Gigawatt) portando per molte ore i prezzi dell’elettricità a valori negativi, con la chiusura di molti grandi impianti tradizionali per la produzione di energia elettrica sostituiti dall’energia pulita e a costo combustibile nullo proveniente dal sole".
Fotovoltaico e eolico, quali i numeri da noi? Queste fonti producono immense quantità di elettricità: in Sicilia ben 4,5 miliardi di kWh sui 20 del fabbisogno regionale. A parte i 500 milioni di kWh prodotti con l’idroelettrico, 2 miliardi vengono dal sole e 2,5 dal vento (dati del Sicily’s SolarReport 2015). Poiché è il sole a far muovere acqua e aria, si tratta in ogni caso di energia solare. Fra le tre, quella priva di qualsiasi impatto ambientale è il fotovoltaico. Non ci sono parti in movimento o rumori di sorta.
Ovviamente non bisogna dedicarvi terreni agricoli. E non bisogna ricorrere a palificazioni in cemento mai necessarie come pure hanno fatto in Puglia. Basti pensare che, ad esempio, gli spazi fra i filari dei pannelli sono perfetti per il pascolo. Senza alcuna interferenza con la produzione di energia e il mantenimento del terreno in condizioni altamente vitali. Ormai i 18 GW di fotovoltaico italiano e i quasi 70 GW di solare tedesco hanno trasformato per sempre il paradigma della produzione di energia elettrica. I prezzi dell’elettricità sono crollati, fino a valori negativi. I consumatori, adesso, godono dei benefici economici e ambientali.
Naturalmente c’è il crollo senza precedenti storici nei consumi di gas, petrolio e carbone. Ma questo è esattamente l’obiettivo di tutte le politiche Ue per lo sviluppo sostenibile. Energia solare. Ed efficienza energetica.

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