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Catania – Salvare il Teatro Stabile. L’ardua missione di Giorgio Pace

Melania Tanteri

Catania – Salvare il Teatro Stabile. L’ardua missione di Giorgio Pace

martedì 21 Giugno 2016 - 03:00
Catania – Salvare il Teatro Stabile. L’ardua missione di Giorgio Pace

Il soprintendente dell’Orchestra sinfonica siciliana nominato commissario dell’ente in gravi difficoltà. Obiettivi: pagare debiti, stipendi e spettanze, mettendo mano alla pianta organica

CATANIA. Nominato il commissario per il Teatro Stabile. Come annunciato, dopo le dimissioni dell’ormai ex presidente Salvatore La Rosa, che a sua volta era subentrato al dimissionario Nino Milazzo, l’assessore al Turismo e allo spettacolo della Regione siciliana, Anthony Barbagallo, ha proceduto con la nomina di una figura che possa togliere le castagne dal fuoco dell’istituzione culturale, la cui situazione finanziaria e, in particolare, debitoria, sembrano lasciare pochi margini.
Tentare di sanare e salvare uno dei teatri più importanti di Catania, un tempo vero e proprio fiore all’occhiello per la città, spetterà dunque a Giorgio Pace, attuale sovrintendente dell’Orchestra sinfonica siciliana che, nell’arco di tre mesi, dovrà provare quello che ad altri è sembrato quasi impossibile. In particolare dopo quanto svelato dagli ispettori inviati dalla regione che, nella relazione finale, hanno evidenziato nuove posizioni debitorie da parte del teatro, tra i motivi delle dimissioni dell’ex presidente La Rosa.
Quattro gli obiettivi che il nuovo commissario dovrebbe centrare, quattro azioni fondamentali perché il teatro si possa salvare, a partire dalla verifica della possibilità, tutt’altro che scontata, che si possa risanare una situazione economica che sembra essere davvero compromessa. Pace dovrà verificare se, soprattutto, sia possibile pagare i debiti, gli stipendi, le spettanze. Occorre poi approfondire la pianta organica e, nell’eventualità, snellirla. Il commissario dovrebbe poi pensare ad avviare la modifica dello statuto e procedere, in caso, alla nomina del nuovo direttore artistico.
Solo attraverso questi passi fondamentali la situazione di stallo potrà essere modificata. Ma il tempo è poco e il risultato difficile da ottenere. La scelta di nominare un commissario da parte dell’assessore, rimane comunque, l’ultima spiaggia. “L’ho fatto con amarezza – ha detto Barbagallo – Ora, tentiamo di recuperare un Teatro che costituisce una nostra eccellenza”.
Le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, che la settimana scorsa hanno convocato una conferenza stampa nella quale hanno esternato forti preoccupazioni circa la situazione, chiedendo che le carte siano portate in Procura affinché vengano individuati o responsabili del disastro, hanno confermano la volontà di approfondire. “Oggi le sigle sono qui proprio a sostegno dei lavoratori dello Stabile – affermano i rappresentanti delle segreterie cittadine. Riteniamo sia il caso di fare chiarezza. Vorremmo essere convocati dal cda – concludono – per avere contezza di quello che sta accadendo”.

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