Il racket e le intimidazioni da mesi la stanno facendo da padrone a Palermo. Addiopizzo scende in campo e incontra commercianti e imprenditori invitandoli a denunciare il racket e le estorsioni che subiscono. L’area di interesse è quella compresa nell’area che va da San Lorenzo, Cardillo, Tommaso Natale, Sferracavallo e dintorni.
Il presidente di Addiopizzo: “Obiettivo convincere commercianti e imprenditori a collaborare”
“Siamo impegnati in incontri riservati e attività di ascolto rivolte a commercianti e imprenditori – dice il presidente di Addiopizzo Raffaele Genova – con l’obiettivo di costruire percorsi di collaborazione che accompagnino le vittime a raccontare quanto subito a inquirenti e investigatori”.
Occasioni di incontro, informazione e sensibilizzazione, che si ripeteranno sul territorio nelle prossime settimane affinché chi è stato oggetto di richieste estorsive negli ultimi mesi e ha finora tenuto per sé quanto accaduto, maturi la consapevolezza di collaborare. Sono poche, infatti, le denunce di commercianti e imprenditori in città, molti hanno paura e non si sentono adeguatamente supportati. Ecco perché Addiopizzo da venerdì ha iniziato questa attività di “porta a porta” per convincere i titolari di attività a dire “basta”.
“Finché, infatti, intimidazioni e richieste di pizzo non verranno raccontate agli organi inquirenti e a quelli investigativi, la pressione criminale – conclude Genova – su chi resta in silenzio rimarrà alta e il fenomeno estorsivo sarà destinato a riprodursi“.
Intimidazioni e pizzo, ad alcuni commercianti la richiesta non è solo 5mila euro mensili
Continuano nel frattempo le indagini di polizia e carabinieri per trovare, dopo i primi arresti, gli altri responsabili della lunga serie di intimidazioni e raid che da fine 2025 sta colpendo i commercianti che rientrano nell’area di interesse del Mandamento mafioso di San Lorenzo.
I “picciotti” di Cosa Nostra non hanno nessun timore di entrare nelle attività avvicinare i commercianti ed imprenditori chiedendo il pagamento di una “quota trattabile” mensile di cinque mila euro, la stessa che viene riportata sulle bottigliette piene di liquido infiammabile che vengono lasciate davanti gli ingressi di quei locali che “ancora non hanno pagato”.
La cifra del pizzo richiesta dai mafiosi però varia per alcuni commercianti, una “tassa in più” compresa tra i 30 ed i 50 mila euro da pagare in unica soluzione e subito.
Chi comanda i “picciotti” è anche dietro le sbarre, come Salvatore Verga a cui nelle scorse settimane è stato sequestrato un cellulare che nascondeva in cella a Terni. Ma non sarebbe l’unico a gestire il racket e le intimidazioni. che gli investigatori stanno cercando di individuare. Le famiglie sono sempre le stesse, Lo Piccolo e Serio, quelle che da sempre hanno avuto il potere all’interno del Mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale. Gli otto arresti del blitz delle scorse settimane sono solo un piccolo tassello di uno schema più ampio che vede coinvolti molti giovani dei quartieri Zen e Marinella che si mettono a disposizione dei boss.
Chi è Salvatore Verga
Verga ha 35 anni della Marinella, si trova in carcere a Terni per reati di droga e adesso starebbe cercando di farsi strada e scavalcare le gerarchie all’interno del mandamento Resuttana-Tommaso Natale. Il nome di Verga, prima di oggi, lo si trovava nel 2019 quando in un’operazione contro Cosa Nostra venne arrestato insieme ad altre nove persone: Baldassare Migliore, Giuseppe La Torre, Fabio Chianchiano, Girolamo Taormina, Giuseppe Fricano, Giuseppe Messia, Salvatore Lucera, Giovanni Messina e Francesco Di Noto. L’accusa per tutti era di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.
Le ultime intimidazioni allo Zen
Le ultime intimidazioni si sono verificate nel quartiere Zen: di mira sono stati due barbieri e un bar. Nei primi due casi alle attività sono state lasciate le solite bottiglie con liquido infiammabile davanti l’ingresso mentre al bar Cherì dove prima è stata lasciata una bottiglia con la richiesta di 5mila euro, con danneggiamento di una vetrata e della pedana del dehors. Nel secondo episodio, sono stati bruciati i condizionatori esterni del locale. Indagini in corso da parte della polizia.
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