Spesa pubblica in aumento per il personale - QdS

Spesa pubblica in aumento per il personale

Raffaella Pessina

Spesa pubblica in aumento per il personale

martedì 22 Dicembre 2009 - 00:00

Emerge dallo studio sui flussi finanziari pubblici nella Regione Sicilia del Nucleo regionale dei Conti pubblici territoriali. Mentre la spesa in conto capitale della Regione è precipitata in basso tra il 2005 e il 2007

PALERMO – Conti pubblici sotto esame. La Regione ha presentato nei giorni scorsi il volume dal titolo “L’Italia secondo i conti pubblici territoriali (Cpt). I flussi finanziari pubblici nella Regione Sicilia”, curato dal Nucleo regionale siciliano dell’assessorato regionale al Bilancio, nell’ambito di un lavoro collettivo dell’intera rete Cpt, e con il Nucleo centrale all’interno del Ministero per lo Sviluppo economico. Sono stati i responsabili del sistema Cpt ad illustrare il contenuto della pubblicazione: Mariella Volpe, Giuseppe Nobile, Giuseppe Morales, Simona De Luca e Alessandra Tancredi. Il volume rientra in una raccolta di monografie regionali, che offrono un contributo quantitativo all’analisi dei flussi finanziari pubblici di ogni regione, per promuovere l’utilizzo e la diffusione dei dati, la conoscenza del territorio e il supporto agli indirizzi di politica regionale.
La monografia contiene le informazioni raccolte dalla banca dati Cpt, che rileva tutti i flussi di spesa e di entrata dei soggetti che operano sul territorio regionale, sia enti pubblici statali, regionali e degli enti locali, sia società ed agenzie controllate o collegate. I dati sono elaborati e confrontati con quelli nazionali e delle altre regioni meridionali e delle macroaree centro e nord Italia per il periodo 1996 – 2007. La Regione partecipa da anni al progetto “Conti pubblici territoriali”, promosso dal ministero dello Sviluppo economico.
Il lavoro si articola in quattro parti: il quadro di riferimento regionale, i flussi di spesa e di entrata di tutto il settore pubblico allargato del territorio, e l’ultima parte che pone l’accento su tematiche di estrema attualità, quali il decentramento e il federalismo fiscale. In particolare, dall’analisi dei dati, emerge che, in Sicilia, nel periodo di riferimento, la spesa totale è stata il 7,1 % del dato nazionale, superiore all’incidenza del prodotto interno lordo, pari al5,7% del dato nazionale. Un dato in linea alla tendenza nelle macroaree Centro e Sud, ma opposto a quella della macroarea Nord (spesa 48,4%, Pil 54,7%).
In Sicilia, però, la spesa totale risulta inferiore all’incidenza della percentuale della popolazione, che è l’8,7 del dato nazionale. La spesa corrente in Sicilia, pesa per l’86% sul totale. In questo settore, il 31,2% è rappresentato da trasferimenti in conto corrente a famiglie e istituzioni sociali. Altro dato significativo è che la spesa per il personale ha un peso maggiore rispetto alla media nazionale (22,5% sul totale della spesa corrente, contro il 18,0% che rappresenta il dato nazionale), mentre, per la spesa in conto capitale, i trasferimenti, in particolare alle imprese, rappresentano una quota importante (30,3%).
Per quanto riguarda le entrate, sono evidenziati gli effetti del decentramento e del federalismo fiscale, tenendo conto che la Sicilia gode di un’autonomia eccezionale sancita dallo Statuto della Regione. Sono stati presentati alcuni indici di decentramento che hanno mostrato come, in Sicilia, l’amministrazione regionale abbia una rilevanza maggiore rispetto al resto d’Italia, perché è alimentata dalle risorse storicamente assegnate in virtù del suo Statuto speciale (articoli 36-41) e da quelle derivanti dalle politiche per lo sviluppo. In tal senso è significativo il fatto che la Regione assorba in Sicilia il 7,8% delle entrate totali del settore pubblico allargato, contro un valore nazionale pari a 5,9%.

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