Una coop sui terreni confiscati e sede rinnovata: l’anno di Libera - QdS

Una coop sui terreni confiscati e sede rinnovata: l’anno di Libera

Alessandro Petralia

Una coop sui terreni confiscati e sede rinnovata: l’anno di Libera

sabato 22 Gennaio 2011 - 00:00

A Catania il 2010 ha segnato una svolta per l’associazione di volontari presieduta da don Ciotti. La Provincia ha concesso 20 mila euro per risistemare via Grasso Finocchiaro

CATANIA – Finito un anno comincia l’altro: anche per “Libera – associazioni, nomi e numeri contro la mafia”, che anche in questo 2011 rinnova il proprio impegno nella lotta alla criminalità organizzata e nella sensibilizzazione ai temi della legalità e della giustizia. E lo fa, in tutta Italia, a partire dai territori attraverso iniziative, manifestazioni e attraverso l’opera quotidiana prestata da tanti volontari: anche a Catania.
Qui il 2010 appena conclusosi è stato per “Libera” un anno di svolta: si è infatti finalmente costituita la cooperativa sociale “Beppe Montana – Libera Terra”, che gestisce e coltiva presso la piana di Catania circa 100 ettari di terreni confiscati alle cosche etnee: terreni che per anni sono stati veicolo e strumento di un’economia mafiosa e parassitaria e che invece ora sono sempre più inseriti in un circuito economico pulito e alla luce del sole e stanno tornando finalmente ad essere produttivi.
“Siamo soddisfatti – afferma Dario Montana, fratello del poliziotto ucciso dalla mafia nell’estate del 1985 e coordinatore di “Libera” Catania – del 2010 appena trascorso: per noi è stato per molti versi un anno di svolta. Innanzitutto perchè si è finalmente costituita la cooperativa per la gestione dei terreni confiscati alla mafia: un percorso lunghissimo, a cui abbiamo lavorato per anni e che finalmente ora è realtà”.
La cooperativa “Beppe Montana”, lo ricordiamo, è stata costituita da sei ragazzi, selezionati per bando pubblico curato dalle Prefetture di Catania e Siracusa e dai Comuni su cui ricadono i terreni dati in gestione in collaborazione con “Libera”: i soci-lavoratori, tutti disoccupati alcuni dei quali affetti da svantaggio psicofisico, hanno seguito un lungo corso di formazione e adesso stanno dissodando e mettendo a coltivazione i primi ettari di terreno.
“Il difficile – continua Dario Montana – viene adesso: la cooperativa dovrà infatti inserirsi all’interno del circuito nazionale di Libera Terra, il marchio con cui si commercializzano i prodotti biologici provenienti dai terreni confiscati alla criminalità organizzata”.
“Inoltre – conclude Montana – i soci che hanno costituito la coop non conosscevano ‘Libera’ prima di essere selezionati ed è quindi importante che assorbano i valori di legalità e giustizia che essa veicola e se ne facciano a loro volta portatori presso la società civile”.
Il 2010 ha portato con se un’altra importante novità per “Libera” Catania: la Provincia ha deliberato infatti un contributo di 20 mila euro per la sistemazione della sede di via Grasso Finocchiaro, che “Libera” condivide con i ragazzi di “Addiopizzo”.
Il finanziamento – ci spiegano – servirà a mettere a norma tutti gli impianti dell’immobile e, se la cifra sarà bastevole, a curare anche parte degli arredi interni ed esterni: la sede di Catania non avrà così nulla da “invidiare” a quella di Palermo e delle maggiori città italiane.

Programmi 2011. “Accendere con decisione i riflettori sul tema legalità”
CATANIA – “Libera” ha dunque centrato importanti obiettivi nel 2010: una giovane cooperativa in piena attività e soprattutto la sede completata e rinnovata consentiranno all’associazione di puntare ad obiettivi ambiziosi per il nuovo anno. “Per il 2011 – spiega Dario Montana – sarebbe importante ampliare la composizione di ‘Libera’ e magari favorire un certo ricambio nelle posizioni di coordinamento: e credo proprio che grazie alla nuova sede questo obiettivo possa essere realizzato”. Ugualmente importante sarebbe anche accrescere il numero degli associati: a Catani “Libera” conta infatti 200 associati, compresi però i soggetti collettivi. “Libera” ha infatti la peculiarità di essere innanzitutto un’associazione di associazioni, ancor prima che di singoli cittadini: è quindi difficile fare una stima precisa di quanti siano i singoli aderenti all’associazione. “È inoltre fondamentale – conclude Montana – accendere e ampliare l’attenzione della città su quanto stanno realizzando i ragazzi della cooperativa sui terreni confiscati alle cosche catanesi ed in generale su quanto di buono succede in città dal punto di vista della promozione legalità”.

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